Capitan Calamaio (1)

I genitori dell’Allegro Salice, i nonni del Centro Anziani di Vitinia ed i bambini della materna. Tutti hanno recepito il messaggio di Capitan Calamaio, portato nel territorio grazie ad un insegnante lungimirante.


IL TERRITORIO – La storia di Capitan Calamaio e della sua ciurma ha coinvolto un’intera comunità. Anzi, addirittura si è spinta oltre i confini del quartiere di Vitinia, arrivando ad interessare anche il Torrino ed il Torrino Mezzocammino. Un risultato reso possibile grazie al lungimirante lavoro di un insegnante della scuola materna Allegro Salice.

LUNGIMIRANZA – “Tutto è nato con uno spettacolo che Massimiliano Micheli doveva realizzare al Sistina ed al quali i nostri alunni non hanno potuto partecipare – ci spiega il maestro Raffaelli – ho iniziato a prendere informazioni e così ho scoperto che proponeva anche dei laboratori nelle scuole. Di conseguenza ho pensato che potesse avere un valore ancor più grande e così ho cominciato a sondare le intenzioni dei genitori. Quello che ho fatto è stato di convogliare una serie di rivoli finchè non si è creato un corso d’acqua significativo”.

 

IL COINVOLGIMENTO – Il risultato è stato eccellente. “Siccome la nostra scuola, una materna comunale, è aperta al territorio, abbiamo pensato di coinvolgere anche la casa dei nonni, come i nostri alunni amano definire il centro anziani. Lì una ventina di geniAttori si sono potuti incontrare per fare le prove e la prima dello spettacolo, che c’è stato il 21 aprile al teatro di via Shangai, al Torrino. Poi c’è stata anche una replica, voluta e sostenuta dalla scuola materna Fiori di Loto”. Da un quartiere all’altro lo spettacolo ha fatto proseliti.

IL MESSAGGIO ACQUISITO – “Ecologia, rispetto, cultura, amore tra le persone. Questi sono i temi che lo spettacolo tratta. E devo dire che hanno colpito molto i bambini. Noi li abbiamo coinvolti proiettando i video dello spettacolo al Sistina e facendogli ascoltare il Cd che Massimiliano Micheli ha realizzato con le canzoni di Capitan Calamaio. Hanno interiorizzato il messaggio al punto tale che, quando litigavano, anziché alzare le mani dicevano ‘si combatte con le parole’. Una piccola e divertente dimostrazione del fatto che hanno interiorizzato il messaggio”.

Fabio Grilli