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lunedì, 08 Marzo 2021

Urbino: la città natale del grande pittore Raffaello

Una visita nella bella cittadina di Urbino, che l’anno scorso ha ricordato, con varie manifestazioni ed eventi, il 500° anniversario della morte del grande pittore Raffaello

Urbino è un comune della provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche. Fu uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui conserva appieno l’eredità architettonica. Dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO. Data la sua importanza, la città è ricordata nella serie di sculture del Vittoriano, dedicate alle quattordici città nobili dell’Italia unita.

LA STORIA

La storia della città è indissolubilmente legata alla figura di Federico da Montefeltro, signore di Urbino dal 1444 al 1482, condottiero di successo, diplomatico abilissimo e patrono entusiasta di arti e letteratura. Federico mise mano ai problemi politici impellenti e attuò una riorganizzazione dello Stato, che prevedeva anche una ristrutturazione della città secondo un’impronta moderna, confortevole, razionale e bella. Tutti i suoi sforzi, nei quasi quarant’anni di governo, furono tesi a questo scopo che, grazie alle sue straordinarie doti unite a una notevole fortuna, arrivò a un soffio dalla piena realizzazione. La sua corte era frequentata da artisti quali Piero della Francesca, Francesco di Giorgio Martini e il padre di Raffaello, Giovanni Santi, che scrisse il suo resoconto poetico dei principali artisti del periodo. La corte brillante di Federico, attraverso le descrizioni di Baldassarre Castiglione ne Il Cortegiano, introdusse i caratteri del cosiddetto “gentiluomo” in Europa, che rimasero pienamente in voga fino al XX secolo. Nel Palazzo Ducale di Urbino è conservato un quadro simbolo dell’arte italiana: è la “Città ideale” attribuito a seconda dei critici a Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini e altri artisti. Ammirare questo dipinto, che come la Gioconda è nell’immaginario collettivo di tutti, è il modo migliore per capire cosa ha rappresentato Urbino per l’arte italiana e mondiale.

IL PALAZZO DUCALE

Definire il Palazzo Ducale solo un “palazzo” è assolutamente riduttivo: è una piccola città fortificata voluta da Federico da Montefeltro e fatta costruire a partire dal 1444. Colto e raffinato, Federico desiderava che il Palazzo Ducale di Urbino superasse per bellezza tutte le altre residenze principesche d’Italia. Non era solo un modo di autocelebrare la propria potenza: voleva trasformare Urbino nella “Città ideale”, di cui il Palazzo doveva essere l’espressione più elevata. Inoltre Federico amava gli artisti e voleva un luogo dove ospitarli e farli lavorare. La costruzione vide impegnati diversi architetti per più di 30 anni. Si susseguirono gli interventi di Maso di Bartolomeo, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, che completò i lavori in sospeso. Le due testimonianze più belle di questa trentennale opera sono la “Facciata dei torricini“, forse il punto più fotografato di Urbino e “Lo studiolo” definito giustamente uno “scrigno di bellezza, di raffinatezza, di prospettiva…“. Oggi il Palazzo Ducale ospita la Galleria Nazionale delle Marche con opere di Raffaello, Tiziano e Piero della Francesca.

GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE

Circa 80 sale di Palazzo Ducale sono state adibite a Museo ed ospitano le opere della Galleria Nazionale delle Marche. La collezione raccoglie opere dal 1300 al 1600, in prevalenza dipinti ma anche mobili, sculture, arazzi e disegni. Le opere principali si trovano al primo piano, divise tra gli appartamenti dove il Duca e la sua famiglia vivevano. Nell’Appartamento del Duca ci sono due capolavori di Piero della Francesca: la Flagellazione di Cristo e la Madonna di Senigallia. Seguono lo Studiolo del Duca e diverse sale di rappresentanza dove sono esposte la “Città Ideale”, la Comunione degli Apostoli di Giusto di Gand e la Profanazione dell’Ostia di Paolo Uccello. Non poteva mancare almeno un’opera di Raffaello, Ritratto di Gentildonna, accanto alla Resurrezione e l’Ultima Cena di Tiziano. Al secondo piano sono esposte le opere del Cinquecento e del Seicento di Barocci, Gentileschi, Guerrieri.

CASA DI RAFFAELLO

La Casa natale di Raffaello ospita solo poche opere originali del grande pittore urbinate, quasi tutte giovanili, ma merita una visita perché la storia dell’arte è passata da qui. Situata nel quartiere artigiano, in questa casa Raffaello Sanzio nacque il 28 marzo 1483 e passò la sua infanzia formandosi nella bottega del padre, artista alla corte di Federico da Montefeltro. Dopo alterne vicende, nel 1873 la casa venne acquisita dall’Accademia Raffaello e da allora accoglie opere legate alla vita di Raffaello e del suo tempo. Al piano terra c’è la bottega di suo padre Giovanni Santi, oggi usata per mostre temporanee. Al primo piano ci sono copie dei dipinti di Raffaello e omaggi di altri artisti al grande pittore urbinate. Nella “Camera da letto di Raffaello” c’è un affresco che raffigura la “Madonna con Bambino” considerata un’opera giovanile realizzata insieme al padre. Al primo piano c’è anche un piccolo cortile con il pozzo e il lavabo dove si macinavano i colori usati per le opere.

ORATORIO DI SAN GIOVANNI

All’interno dell’Oratorio si trova il ciclo di affreschi dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino, interpreti più importanti del tardo gotico marchigiano. Si viene subito colpiti dalla “Crocifissione” che copre tutta la parete dell’abside: gli occhi vanno alle tre croci, come vuole l’iconografia classica. Gesù al centro e i due ladroni di lato: ma pian piano che ci si avvicina e si entra nei dettagli, ci si accorge di quanta umanità giri intorno alla Passione di Cristo. Disperazione e indifferenza, animano la scena, trasportandola dalla realtà religiosa a quella terrena. L’oratorio prende il nome dagli affreschi sulla parete destra che nei due ordini, inferiore e superiore, illustrano la vita di San Giovanni Battista. Sulla parete a sinistra è dipinta una Madonna dell’Umiltà.

IL DUOMO

Il Duomo di Urbino è la chiesa più importante della città ma certamente non la più bella. La storia non è stata generosa con le chiese che si sono susseguite in questo luogo: la prima costruzione risale al 1021, sostituita da una nuova chiesa costruita da Francesco di Giorgi Martini, l’architetto di fiducia di Federico da Montefeltro, che lavorò per molti anni anche al vicino Palazzo Ducale. Dopo il terremoto del 12 gennaio 1789 fu affidato al romano Giuseppe Valadier l’incarico di edificare l’attuale Duomo in stile neoclassico. All’interno sono ospitate due bellissime tele di Federico Barocci: il Martirio di San Sebastiano e l’Ultima cena. La parte più interessante della Cattedrale sono le Grotte che nel corso dei secoli hanno ospitato una Confraternita. Durante la Seconda Guerra Mondiale, per proteggerle dalle bombe e dai tedeschi, le grotte ospitarono le opere del Tesoro della Basilica di San Marco a Venezia. Nelle grotte si trovano diverse cappelle e il Corridoio del Perdono: secondo un’antica tradizione di Urbino ci si assicurava il perdono dai peccati percorrendo questo corridoio diverse volte durante il Lunedì di Pasqua.

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