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giovedì, 15 Aprile 2021

Nell’uovo di Pasqua soltanto brutte sorprese per l’ambiente

Cosa si nasconde dietro la produzione di un uovo di Pasqua? Quali filiere sono coinvolte e che danni subisce il nostro ambiente?

Tutti amiamo le festività pasquali per i dolci tipici, la tradizione e per l’uovo di Pasqua, ma vi siete mai fermati a pensare da dove vengono gli ingredienti che lo compongono e che impatto ha sull’ambiente la sua produzione?

DA DOVE VIENE L’UOVO DI PASQUA?

La gioia di scartare e assaporare l’uovo di Pasqua è impagabile, soprattutto per i più piccoli. Purtroppo però spesso dietro la produzione di questo prodotto così amato si nascondono tutta una serie di criticità ambientali e sociali che non si possono trascurare. Il WWF ha pubblicato un importante approfondimento proprio in relazione a due dei principali ingredienti dei dolci pasquali da titolo: Zucchero e Cacao, due storie amare. In questa ricerca si mette in luce come dietro la produzione di questi due ingredienti si nasconda un altissimo livello di distruzione, degrado e frammentazione degli ecosistemi naturali.

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La canna da zucchero

In molti casi le piantagioni di canna da zucchero hanno preso il posto di ampi tratti di foresta tropicale. Basta considerare che il primo produttore al mondo è il Brasile, dove questa coltivazione ha contribuito in maniere fortissima alla deforestazione. Si valuta che siano circa 16mila i chilometri quadrati di foresta distrutti tra il 2002 e il 2012 per l’aumento delle piantagioni.

Il cacao

L’Africa occidentale è l’area da cui si esporta la maggior parte del cacao impiegato nei nostri dolci. Negli ultimi anni questi paesi hanno portato la loro produzione a coprire il 70% del fabbisogno mondiale. Si calcola che tra tre anni, se questo trend non sarà invertito, si perderanno intere foreste con conseguenze importanti anche sul clima della regione.

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L’AGRICOLTURA, L’UOVO DI PASQUA E LA PERDITA DI BIODIVERSITÀ

Collegare la produzione di un semplice uovo di Pasqua alla perdita di biodiversità è facilissimo. Basta infatti pensare al taglio indiscriminato delle foreste per far spazio alle piantagioni. In questo modo si impoverisce l’habitat naturale di moltissime specie animali e vegetali, facendo così diminuire la biodiversità di una regione. “Il 73% della deforestazione è dovuto all’espansione dei terreni agricoli. La distruzione e il degrado delle foreste e degli habitat causano inoltre circa il 20% dei gas serra immessi ogni anno nell’atmosfera”, questi i dati forniti da Eva Alessi, Responsabile consumi sostenibili e risorse naturali di WWF Italia. “I sistemi alimentari sono anche la prima causa di perdita di biodiversità sul Pianeta che avviene soprattutto nei Paesi tropicali che ospitano le piantagioni: Brasile, Argentina, Messico, Paraguay, Uruguay, Ghana, Costa d’Avorio, Uganda, sono diventati terre destinate alla produzione di alimenti per il consumo, in primo luogo, dei Paesi occidentali”.

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ZUCCHERO E CIOCCOLATO IN NUMERI

Nel nostro Paese negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un aumento considerevole del consumo di cioccolato. La crescita, calcolata attorno al 22%, è avvenuta a seguito della pandemia. Anche la domanda a livello mondiale è cresciuta del 3% ogni anno. L’Italia, stando ai dati forniti dal WWF, è il settimo maggiore importatore di fave di cacao in Europa e il secondo maggiore produttore di cioccolato in Europa (con 0,7 milioni di tonnellate, il 18% della produzione Ue), dopo la Germania (1,3 milioni di tonnellate, ovvero il 32% del totale della produzione). Ogni italiano mangia 4 kg di cioccolato all’anno, circa 11 grammi al giorno.

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IL CONSIGLIO DEL WWF PER L’UOVO DI PASQUA

Festeggiare la Pasqua con un uovo di cioccolata senza fare del male al Pianeta non è impossibile. Dal WWF infatti consigliano di ricercare prodotti che abbiano un basso impatto sulla natura, con cacao e zucchero provenienti da filiere equo solidali e da agricoltura biologica. In questo modo si garantiscano sia le condizioni di lavoro degli agricoltori che il rispetto dell’ambiente.

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