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venerdì, 30 Settembre 2022

Serra moresca: riapre al pubblico il complesso situato all’interno di Villa Torlonia

Inserito nel circuito dei Musei di Villa Torlonia, il complesso della Serra Moresca è stato ristrutturato e riaperto al pubblico 

Oltrepassato il cancello che affaccia su via Nomentana a Roma, si accede ad uno dei polmoni verdi della Capitale, Villa Torlonia, una delle ville nobiliari romane, nonché splendido complesso neoclassico realizzato dall’architetto Giuseppe Valadier. Una Villa composta da più strutture che lega la sua origine dapprima ai Pamphilj, poi ai Colonna ed infine ai Torlonia.

IL COMPLESSO DI SERRA MORESCA 

Progettato intorno al 1839 dall’architetto veneto Giuseppe Jappelli, il complesso della Serra Moresca di Villa Torlonia torna alla sua originaria bellezza dopo due fasi di restauro. La prima, tra il 2007 e il 2013, ha riguardato il recupero dell’edificio da una condizione di fortissimo degrado, con un ripristino fedele dell’assetto originario, sia nella parte strutturale che in quella decorativa. Nella seconda fase, da poco conclusa, oltre a ulteriori interventi conservativi sulla Serra, si è invece provveduto all’allestimento dell’intero complesso come spazio museale.

L’APERTURA DELLA SERRA MORESCA 

L’8 dicembre è stata aperta al pubblico per la prima volta la Serra Moresca a Villa Torlonia. Progettata intorno al 1839 dal veneto Giuseppe Jappelli, si ispira all’Alhambra di Granada, fu pensata per ospitare piante esotiche e come scenario di eventi. La Serra torna allo splendore d’origine dopo un lungo restauro in due fasi, condotto dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La prima fase ha perciò puntato a recuperare il complesso in stato di estremo degrado, ripristinandone fedelmente l’assetto. Nella seconda, da poco conclusa dopo ulteriori interventi conservativi, si è invece allestito il tutto come spazio museale.

IL PERCORSO

Ora il complesso diviene visitabile: il percorso comincia dalla Serra con la sua struttura in peperino e ghisa e con le vetrate policrome che incorniciano una fontana e la collezione di piante (palme, agavi, ananas, aloe…). Si prosegue attraverso la grotta artificiale, il “luogo della Ninfa”, caratterizzato da giochi d’acqua: cascatelle e laghetti con ninfee e fiori di loto. In alto, l’imponente Torre Moresca con vetri colorati che celano, all’interno, pareti ornate da stucchi policromi. È uno scenario storico naturalistico da ammirare lungo il percorso di visita insieme alla vista, dal basso della Torre, imponente costruzione caratterizzata da ampie finestre con intelaiature in ghisa e vetri colorati che nascondono, all’interno, pareti riccamente decorate da stucchi policromi.

LE ALTRE ATTRATTIVE

  • Il Casino Nobile è in stile neoclassico e risale al XIX secolo, quando Giovanni Torlonia commissionò i lavori all’architetto Giuseppe Valadier. Valadier aggiunse alla vecchia struttura avancorpi, porticati e terrazze. All’interno del palazzo è presente un salone, che passò da sala da pranzo a sala da ballo. L’attuale salotto era decorato da dipinti di Domenico del Frate e da bassorilievi di Antonio Canova.
  • Il Casino dei Principi è a pochi passi dal Casino Nobile ed era un edificio della Vigna Abati, restaurato dall’architetto e artista Caretti. È un edificio in stile neorinascimentale ed è collegato al Casino Nobile da una galleria sotterranea. All’interno vi è un fregio maestoso che rappresenta il “Trionfo di Alessandro di Babilonia” e alcuni affreschi che ritraggono scene dell’antica Grecia e dell’antica Roma.
  • La Casina delle Civette è un’opera in stile liberty ricca di vetrate colorate, eleganti e suggestive. L’interno del palazzo è suddiviso su due livelli. I due piani sono decorati con mosaici, maioliche policromatiche, legni intarsiati, stoffe parietali e sculture in marmo.
  • Il Teatro Torlonia è un lavoro commissionato da Alessandro Torlonia. I lavori per il teatro iniziarono nel 1841 con Raimondi e terminarono nel 1871 sotto la guida di Caretti.
  • I due obelischi posti vicino al Casino Nobile sono un’idea di Alessandro Torlonia che volle la costruzione di entrambi per onorare la memoria dei propri genitori, Giovanni e Anna Maria. Per la realizzazione di questi due obelischi si utilizzò il travertino e il marmo per costruire le basi, del granito rosa per le colonne e i geroglifici sono un’opera di Luigi Ungarelli.

Informazioni utili

La Serra Moresca sarà aperta al pubblico dal 1° aprile al 30 settembre dalle 10.00 alle 19.00, con l’eccezione di luglio e agosto in cui il complesso rimarrà chiuso per ragioni climatiche. Biglietti: 4 euro intero, 3 euro ridotto. Ingresso gratis con la MIC card. L’ingresso della Casa delle civette costa invece 6 euro per i non residenti nel Comune di Roma, 5 euro per i residenti.

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