11.9 C
Rome
martedì, 21 Settembre 2021

San Gimignano: la città delle 72 torri è la Manhattan del Medioevo

San Gimignano sorse nel tardo Medioevo come stazione di sosta lungo l’antica e affollata via Francigena

Tra i colli del Chianti e della Val d’Orcia, nelle colline senesi della Val d’Elsa, c’è un borgo speciale che è conosciuto in tutto il mondo. San Gimignano è spesso chiamata la New York nel Medioevo per il suo skyline disegnato da grattacieli alti e stretti. Infatti erano state costruite numerosissime torri. Pare fossero 72 e svettavano austere verso il cielo terso.

LE ORIGINI DI SAN GIMIGNANO

La fondazione di San Gimignano si perde nella notte dei tempi: la leggenda racconta che nel 63 a.C. i due fratelli Muzio e Silvio, giovani patrizi fuggiti da Roma perché complici di Catilina, si rifugiarono in Val d’Elsa e vi costruirono due castelli: quello di Mucchio e quello di Silvia, futura San Gimignano. Il primo documento storico che attesta il nome della città è datato 30 agosto 929, quando Ugo di Provenza dona al vescovo di Volterra il monte chiamato della Torre “prope Sancto Geminiano adiacente”.
È probabile che il nome San Gimignano derivi proprio dal nome del vescovo di Modena, quando il santo durante le invasioni barbariche salvò la città dalla minaccia di Totila, apparendo miracolosamente sulle mura.

SAN GIMIGNANO TRA ALTO E BASSO MEDIOEVO

Dalla costellazione di villaggi rurali di piccole proporzioni del periodo etrusco e poi di quello romano, gravitanti nell’orbita della più importante Volterra, si passò, verso la fine dell’Alto Medioevo (che coincide col X secolo) alla formazione del nucleo più antico dell’attuale centro storico. Nel 998 San Gimignano era ancora un villaggio a cavallo della via Francigena, politicamente feudo del vescovo di Volterra, il quale risiedeva in un castello ubicato sul Poggio della Torre. Lo sviluppo di San Gimignano avvenne soprattutto nei primi tre secoli dopo il Mille, quando si trovò in una situazione geografica strategica. La via Francigena, inizialmente aperta dai Longobardi, divenne, nell’Alto Medioevo, l’itinerario dei pellegrini che, soprattutto dalla Francia, si dirigevano a Roma e, proprio a San Gimignano, si innestava la deviazione verso il porto di Pisa. La città, delimitata dalla prima cerchia di mura e sorta a cavallo della variante collinare della via Francigena, diventò uno dei principali luoghi di transito e di sosta per tutti i viandanti.

DAL DECLINO AD OGGI

La crescita economica, architettonica e culturale di San Gimignano si ferma alla metà del Trecento, quando il comune si sottomette a Firenze.  L’improvviso spopolamento e la decadenza economica, ed infine la perdita dell’autonomia politica, producono guasti evidenti: le torri crollano, i palazzi si rovinano, e, per secoli, proprio per questo motivo, non ci sono grandi interventi “alla moda”. È per questa situazione che il centro storico di San Gimignano arriverà alla stagione ottocentesca dei “restauri gotici” quasi indenne dalle influenze stilistiche delle epoche precedenti. Gli aggiornamenti edilizi dal Quattrocento in poi sono rari: la Rocca di Montestaffoli, voluta dai Fiorentini in funzione antisenese, qualche palazzo, qualche piccola chiesa ma, per lo più si tratta di interventi piuttosto semplici di manutenzione.

LE TORRI DI SAN GIMIGNANO

Da qualunque luogo si arrivi, San Gimignano svetta sulla collina, alta 334 metri, con le sue numerose torri, di cui ancora oggi se ne contano tredici.
Si dice che nel Trecento ve ne fossero settantadue, almeno una per ogni famiglia benestante, che potevano così mostrare, attraverso la costruzione di una torre, il proprio potere economico. Le prime torri nascono isolate, in un tessuto sgranato, ben diverso da quello compatto che vediamo oggi. Diverso era soprattutto il modo in cui si viveva nella torre: gli ambienti all’interno erano piccoli, in genere un metro per due; poche erano le aperture, mentre lo spessore murario, di circa due metri, garantiva fresco in estate e caldo in inverno. Quasi a tutte le torri venivano addossate strutture in materiali deperibili come legno e terra. La torre era, nell’epoca medievale, il massimo simbolo di potenza. Durante il XII secolo le torri si trasformano e poi non si costruiscono più, mentre i palazzi risultano edificati secondo le tecniche più aggiornate e i gusti in voga nel periodo.

Dello stesso autore

World Press Photo: la 64° edizione in mostra al Mattatoio di Testaccio

Per la sua 64° edizione il concorso ha visto la partecipazione di 4315 fotografi da 130 paesi diversi  Torna a Roma, fino al 22 agosto,...

Cordoba: il gioiello dell’Andalusia con la celebre moschea-cattedrale

Una delle "tre grandi" dell'Andalusia, tappa imperdibile di ogni itinerario nella Spagna del Sud, Cordoba conquista i suoi visitatori con le sue atmosfere arabe Cordova...

Granada: una città monumentale dal fascino mediorientale

E’ facile innamorarsi di Granada, del suo clima, della sua gente, delle sue strade e dei suoi monumenti. Città vivace e giovane ricca di monumenti da...

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Resta Connesso

1,966FansMi piace
129FollowerSegui
- Advertisement -

ULTIME NOTIZIE

World Press Photo: la 64° edizione in mostra al Mattatoio di Testaccio

Per la sua 64° edizione il concorso ha visto la partecipazione di 4315 fotografi da 130 paesi diversi  Torna a Roma, fino al 22 agosto,...

In bici dall’Inghilterra alla Scozia sul Great North Trail

Una pedalata di 1.300 chilometri nell’entroterra della Gran Bretagna lungo il tracciato del Great North Trail Un nuovo percorso si aggiunge ai molti già presenti...

Biodiversità a rischio: ecco perchè ci aspetta un decennio cruciale

Legambiente ha presentato un report con dati allarmanti: la biodiversità continua a diminuire Cattive notizie per molte specie animali e vegetali. Il rapporto sulla biodiversità...

Cordoba: il gioiello dell’Andalusia con la celebre moschea-cattedrale

Una delle "tre grandi" dell'Andalusia, tappa imperdibile di ogni itinerario nella Spagna del Sud, Cordoba conquista i suoi visitatori con le sue atmosfere arabe Cordova...

Australia, trovato un uovo di Emu nano: è estinto da duecento anni

La scoperta dell'uovo di Emu nano ha permesso agli scienziati di formulare interessanti ipotesi sulla specie. King Island, isoletta al largo della Tasmania, può considerarsi...