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mercoledì, 23 Giugno 2021

TORNANO A CASA 5MILA REPERTI ARCHEOLOGICI: Erano stati trafugati in Svizzera

Dagli scavi clandestini nel meridione, passando per la Svizzera, fino a tornare nel patrimonio culturale italiano. Un valore di oltre 50 milioni di euro accolto dai Musei italiani.

I REPERTI ARCHEOLOGICI – Quello che nella giornata di ieri ha riportato al patrimonio culturale italiano ben 5.361 pezzi, potrebbe essere il più grande recupero di reperti archeologici trafugati mai effettuato. Tutti i pezzi provengono da scavi clandestini in Puglia, Sicilia, Sardegna e Calabria, e risalgono ad epoche comprese tra l’VIII secolo a.C. e il III secolo d.C. Da Basilea in Svizzera finalmente torna in Italia un patrimonio del valore di oltre 50 milioni di euro. Per il generale Mariano Mossa, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, “È il recupero più grande della storia per quantità e qualità”, quello presentato durante la conferenza stampa nel Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano, alla presenza del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. “Si tratta di un tesoro archeologico rubato nel tempo da spregiudicati trafficanti”, ha aggiunto Mossa.

L’INDAGINE –  Un lavoro lungo e complesso che quello che ha portato al recupero dei tanti reperti archeologici trafugati. Un’indagine conclusasi recentemente in Svizzera grazie alla collaborazione tra soggetti che si dedicano alla tutela del patrimonio culturale. “La giornata di oggi è stata possibile grazie al lavoro di molte istituzioni che voglio ringraziare – ha detto Franceschini – Siamo di fronte ad una grande prova di efficienza ed eccellenza. Nel nostro Paese siamo abituati molti a parlare di quello che non va ma quando ci sono eccellenze eccezionali bisogna darvi risalto. Ci sono persone che vengono qui a formarsi. Il ritrovamento di oggi è il più grande ritrovamento di sempre, frutto di un’operazione lunga che ha portato ha risultato straordinario”.

UNA MOSTRA COLLETTIVA – Non è difficile immaginare che alcuni di questi pezzi andranno ad arricchire le collezioni di molti Musei italiani, ma per il Ministro Franceschini l’importante è che i reperti possano tornare, almeno in parte, nei luoghi da dove provengono: “Credo che questi pezzi debbano tornare nei luoghi di provenienza perché penso che dobbiamo valorizzare tutto il nostro Paese non solo alcuni luoghi” ha detto Francheschini. Che ha poi aggiunto: “Stiamo immaginando che questi reperti possano transitare in un luogo di esposizione per far vedere alla collettività e alle scuole quanto è grave un furto simile e far vedere le opere prima di riportare nei luoghi di provenienza spesso privati”.

Leonardo Mancini

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