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giovedì, 15 Aprile 2021

Mufloni dell’isola gel Giglio destinati all’abbattimento: protestano le associazioni ambientaliste

Gli ultimi 40 mufloni dell’isola del Giglio per l’ente parco devono essere eradicati. Protestano LAV e ENPA che chiedono soluzioni alternative.

Sono considerati “specie aliene”. E pertanto, com’è già avvenuto all’Elba, anche i mufloni dell’Isola del Giglio verranno “eradicati”. Vale a dire abbattuti. L’ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano non sembra intenzionato a fare un passo indietro.

I MUFLONI DELL’ISOLA DEL GIGLIO UNA SPECIE ALIENA

“Sul fatto che vada rimosso dall’isola del Giglio ci sono pochi dubbi” ha spiegato Giampiero Sammurri il presidente dell’ente parco, in una nota inviata a GiglioNews. Si tratta di una specie che è stata introdotta in Italia che è anche cacciabile e “nella sola Toscana ogni anno vengono abbattuti in attività venatoria oltre 200 capi”. Fa discutere però la scelta di eradicarli anche dall’Isola de Giglio dove sono rimasti solo una quaranta esemplari.

COSA FARE PER SALVARE GLI ULTIMI MUFLONI DEL GIGLIO

L’ente parco, pur essendo deciso a rimuovere le tracce degli ungulati dall’isola del Giglio, ha tuttavia lasciato una porta aperta. E’ possibile richiedere di consegnare “un certo numero di capi” fuori dall’isola. A condizione che la sona sia recintata ed autorizzata. Una situazione simile a quella che si sta verificando con i daini del parco del Circeo, considerati una minaccia per l’ecosistema del parco laziale. A differenza dei daini, che al circeo sono un migliaio, i mufloni dell’isola del Giglio sono una quarantina. In passato la presenza di questa specie sull’isola aveva una maggiore consistenza. Il loro numero è diminuito dopo l’abbattimento di cento esemplari.

LE PROTESTE DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

La decisione di eradicare gli ungulati dall’isola sta suscitando molte proteste. “L’Ente Parco ha affermato di essere disponibile a cedere gli animali alle associazioni che li vogliono salvare, ma questa apertura, seppur apprezzabile, getta sulle associazioni stesse tutti gli oneri e i costi che ovviamente sono insostenibili – hanno dichiarato ENPA e LAV – poiché le ONLUS, a differenza degli Enti pubblici, non godono di finanziamenti statali e vivono di donazioni”.

L’APPELLO AL MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA

Le due sigle, che chiedono “soluzioni alternative” all’abbattimento, si sono rivolte anche “al Ministero della Transizione ecologica affinché compia una puntuale verifica di quanto sta accadendo”. Il destino dei mufloni, specie aliena diffusa in Italia soprattutto in Sardegna, appare incerto.

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