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giovedì, 15 Aprile 2021

Mortara, una cittadina ricca di storia: tappa obbligata della via Francigena

Mortara, cittadina della provincia di Pavia, vanta un passato ricco di storia. E’ un importante luogo di sosta lungo la Via Francigena.

Un’esperienza unica in Lomellina è la passeggiata tra le risaie lungo un tratto di via Francigena, con la visita all’Abbazia di Sant’Albino nella città di Mortara, tra arte, fede, pellegrinaggio e tradizioni locali.

IL TERRITORIO DELLA LOMELLINA

Mortara è situata all’interno del territorio della Lomellina, in Lombardia: la zona in cui si estende occupa una parte della provincia di Milano e una porzione della provincia di Pavia. Si tratta di una delle aree della penisola italiana più famose per quanto riguarda la coltura e la produzione del riso. La campagna pianeggiante della Lomellina è inoltre ricca di incantevoli borghi. I paesini di questa porzione del territorio lombardo custodiscono al loro interno bellissimi monumenti e palazzi storici, da visitare nel corso del viaggio. Inoltre, i borghi della Lomellina sono noti per la presenza di bellissimi castelli e interessanti musei, oltre che per le magnifiche aree verdeggianti che li circondano.

LA STORIA DI MORTARA

Secondo fonti storiche l’inizio della storia di Mortara è databile 1600 a.C. Dopo l’occupazione da parte degli Etruschi, i Galli-Celtici si stabilirono nel territorio, chiamando il luogo Montier, che diventerà poi Mortara all’epoca dei Romani. Questi ultimi si insediarono nel I sec. a.C.; sulla parete esterna della Basilica di San Lorenzo è presente un miliare risalente all’epoca di Costantino. Inoltre, la Via delle Gallie attraversava la zona compresa tra Pavia e Cozzo. Furono in seguito i Longobardi ad ottenere il controllo sulla zona e nei pressi di Mortara fu edificata la residenza di caccia Pulchra Silva. Qui nel 773 il re dei Franchi Carlo Magno ebbe la meglio sull’ultimo sovrano dei Longobardi, Desiderio. La tradizione poetica vuole che il luogo dello scontro abbia preso il nome da Mortis Ara (altare della morte) in quanto i morti sarebbero stati 70.000.

L’ITER DELLA VIA FRANCIGENA

Con il diffondersi del feudalesimo, Mortara divenne un borgo fortificato e all’inizio del 1100 era compreso tra i confini di Lomello e Novara e dal punto di vista religioso divisa tra la diocesi di Pavia e quella di Novara. Tra il 1525 e il 1713 gli Spagnoli dominarono il territorio della Lomellina. Nel 1706 Mortara fu conquistata dai Savoia e venne così annessa allo Stato Sabaudo; divenne nel 1818 la Città capoluogo della provincia di Lomellina e mantenne questo titolo fino all’Unità d’Italia. Mortara si trova lungo il tracciato classico della Via Francigena proveniente da Robbio e Nicorvo, che passa nella frazione di Madonna del Campo e arriva in città percorrendo tutto Corso Garibaldi sino all’Abbazia di Sant’Albino, importante tappa storica del percorso. Secondo la tradizione, la città fu fondata attorno al VII sec. a.C. da popolazioni celtiche, tuttavia l’unico elemento storicamente certo sulle vicende antiche del luogo è dato dalla pietra miliare attualmente conservata presso l’ingresso laterale della Basilica di S. Lorenzo. L’edificio, in stile gotico lombardo, si affaccia su Piazza Monsignor Dughera, alle spalle del Municipio, e conserva opere pittoriche e scultoree dei secoli XV, XVI e XVII. L’ultima domenica di Settembre si svolge la tradizionale “Sagra dell’Oca“, con eventi che si svolgono durante tutta la seconda metà del mese e con un corteo storico seguito dal Palio disputato dalle sette contrade storiche.

MORTARA, LUNGO LA VIA FRANCIGENA

Il paesino di Mortara è noto all’interno del territorio lombardo per la sua tradizione gastronomica, che è legata al salame d’oca, a cui è tutt’oggi dedicata una fiera annuale. Nei pressi della cittadina è possibile visitare l’Abbazia di Sant’Albino, un’imponente struttura religiosa che rappresenta un luogo di passaggio all’interno del percorso della Via Francigena.

L’ Abbazia, posta lungo la via Francigena, in passato è stata considerata santuario e meta di pellegrini francesi che si recavano a pregare sulle tombe di Amico e Amelio, oltre che dei viandanti romei. I due cavalieri franchi morirono nel corso delle cruente battaglie e benché fossero stati sepolti in due chiese diverse, il giorno successivo furono ritrovati nello stesso sepolcro, lì dove poi sorse l’edificio religioso. Prestigiosa sede della potente congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi, Mortara è ricca di edifici di notevole pregio artistico ed architettonico:

  • La trecentesca Basilica di San Lorenzo, in cui sono ospitate moltissime opere pittoriche
  • L’Abbazia di Santa Croce che, con l’attiguo Palazzo Lateranense, fu sede della congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi
  • Il Santuario di Santa Maria al Campo, situato lungo la Via Francigena
  • L’ Abbazia di Sant’ Albino, dove riposano i due cavalieri paladini di Carlo Magno
  • Il Teatro comunale Vittorio Emanuele II, edificato nel 1846 ad opera dell’architetto Celestino Braccio
  • Palazzo Cambieri e la Biblioteca Francesco Pezza, fondo storico del Comune di Mortara, con ampie aree dove è possibile svolgere le più disparate attività.

 

 

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