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giovedì, 29 Luglio 2021

Il 70% sono ibridi? E’ a rischio l’integrità genetica del lupo

I risultati dello studio condotto dalla Sapienza nel parco dell’Appennino tosco emiliano evidenziano la minaccia che incombe sui lupi

Negli anni Settanta il principale rischio correlato alla presenza dei lupi era di tipo demografico. I predatori, all’epoca ancora cacciati, rimasti nella penisola erano così pochi che si temeva per la sopravvivenza della specie. Oggi la minaccia è di altra natura ed è correlata all’integrità genetica del lupo.

IL 70% DEI LUPI STUDIATI SONO IBRIDI

Uno studio condotto dai ricercato della Sapienza nel Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano e nelle aree circostanti dell’Appennino settentrionale, ricercatori della Sapienza hanno condotto una ricerca. Lo studio, pubblicato sulla rivista The Journal of Wildlife Management, ha dimostrato la diffusione degli ibridi tra i branchi esaminati. Sulla base di 152 campioni raccolti, sono state percentualmente calcolate le dimensioni del fenomeno d’ibridazione. Su 39 animali esaminati, il 70% sono risultati essere degli ibridi.

L’INTEGRITA’ GENETICA DEL LUPO

Il timore ora è che un fenomeno sempre esistito, a causa della forte espansione del predatore nelle aree antropizzate, nell’inerzia delle istituzioni preposte, stia mettendo un serio rischio l’integrità genetica del lupo. L’ibridazione è sempre esistita ma, finora, i contatti tra i due canidi sono stati occasionali. E quindi il rischio di generare degli ibridi fertili era contenuto. La percentuale calcolata, però, dimostra che il fenomeno è già molto diffuso.

UN FENOMENO IN FORTE CRESCITA

“Dai primi rari avvistamenti di ibridi negli anni ’70 e ’80 il fenomeno è stato ampiamente sottovalutato negli anni successivi” ha spiegato Paolo Ciucci del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza, che ha coordinatore lo studio cui ha partecipato anche l’ISPRA. Rispetto al passato, ed alle difficoltà legate all’elaborazione di modelli statistici adeguati, “oggi disponiamo ci permettono di produrre stime più accurate”. E così, grazie alla sinergia attivata con una rete di collaboratori, ai metodi di stima demografica ed alle tecniche di diagnosi genetica utilizzate, è stato possibile condurre una ricerca accurata.

“I risultati che abbiamo ottenuto sottolineano con enfasi come le presunte barriere riproduttive comportamentali tra cani e lupi, o la diluizione di geni di origine canina nella popolazione di lupo, non siano da sole sufficienti a prevenire l’ibridazione e il suo dilagare all’interno della popolazione di lupo” ha chiarito Nina Santostasi, la prima firmatrice dello studio. La ricercatrice ha pertanto evidenziato la necessità “di replicare con urgenza lo stesso tipo di studio anche nelle altre aree dell’areale della specie”.

Le tecniche genetiche utilizzate dai ricercatori per identificare gli ibridi, che utilizzano il DNA estratto dagli escrementi di lupo, sono state messe a punto nel laboratorio di Genetica della Conservazione dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), da anni attivo nel settore.

LEGGI ANCHE >> QUANTI SONO I LUPI IN ITALIA? L’ATTESA RICERCA <<

IN 2 BRANCHI SU 7 MASCHI ALFA SONO IBRIDI

Lo studio lancia un messaggio che non può essere ignorato se si vuole preservare l’integrità genetica del lupo. Anche perché nei sette branchi analizzati, almeno due hanno degli esemplari ibridi nel ruolo di riproduttore. Significa che le nascite che stanno avvenendo in questo periodo dell’anno, quando le femmine alfa partoriscono i propri cuccioli, porteranno in dote il patrimonio genetico dei cani domestici. Dunque c’è il rischio, tutt’altro che remoto, di arrivare ad un’estinzione genomica del lupo. Azzerando, in tal modo, millenni di evoluzione che hanno caratterizzato le due specie.

LA MINACCIA GENOMICA E LE SUE CAUSE

A proposito dell’estinzione genomica, Ciucci ha riconosciuto che “è un concetto molto più difficile da comprendere e condividere di quanto non lo sia stato il rischio di estinzione demografica quando, nei primi anni ’70, l’Italia si è detta favorevole alla protezione legale della specie. Paradossalmente, 50 anni più tardi, è la stessa identità genetica del lupo che è messa a rischio come conseguenza delle dinamiche espansive della specie, dell’elevato numero di cani vaganti e dell’inerzia gestionale”. L’integrità genetica del lupo è quindi a rischio. Ma per comprendere fino in fondo quanto lo sia, bisogna replicare lo studio in tutti i territori in cui il lupo è presente. Vale a dire lungo tutto lo stivale, isole escluse.

 

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