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domenica, 09 Maggio 2021

La leggenda del Ponte del Diavolo sul fiume Serchio

La strana forma del Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano ha da sempre alimentato storie e leggende

Che ci sia lo zampino del maligno oppure no, il Ponte del Diavolo è sicuramente una delle opere più caratteristiche di quest’area della Toscana.

IL PONTE DEL DIAVOLO O DELLA MADDALENA

Tra la città di Lucca (che dista 20 Km) e la verde Garfagnana, terra di sentieri, e meraviglie naturali come la grotta del vento, il Borgo a Mozzano con il suo Ponte del Diavolo è una tappa imperdibile. Il vero nome di questa struttura è Ponte della Maddalena, ma sicuramente il nome con cui è più conosciuto ha contribuito ad alimentare l’interesse, le storie e le leggende sulla sua costruzione. Il profilo di questa struttura è piuttosto singolare, con l’arcata a tutto sesto affiancata ad altri tre archi minori. Una forma innaturale o comunque inconsueta per questo tipo di opera. L’aspetto slanciato del Ponte del Diavolo lascia stupiti coloro che si fermano ad ammirarlo. In passato lo spettacolo offerto dalle sue arcate asimmetriche doveva essere ancora più grande, vista l’assenza della diga che ha innalzato il livello delle acque del Serchio.

ponte-del-diavolo-garfagnana-sotto-la-lente-web
https://it.wikipedia.org/

LA STORIA DEL PONTE DEL DIAVOLO

Proprio la mancanza di notizie precise sulla costruzione di questo ponte ha alimentato la formazione di storie e leggende. Sembrerebbe che a volerne la realizzazione sia stata Matilde di Canossa e che il ponte sia poi stato restaurato dal Castruccio Castracani. In quel momento sarebbero stati realizzati gli archi minori, fino al allora costituiti da una struttura in legno. La particolarità della forma del Ponte del Diavolo sarebbe quindi riferibile a questa costruzione in due tempi. Nel 1836 il ponte venne danneggiato da una inconsueta piena del fiume Serchio, e venne modificato all’inizio del Novecento. Ha poi superato indenne la seconda guerra mondiale, nonostante venne minato dalle truppe tedesche in ritirata.

Ponte della Maddalena, Borgo a Mozzano, Toscana, Italia
https://it.wikipedia.org/

LO ZAMPINO DEL DIAVOLO

Sono diverse le storie che si raccontano sulla costruzione di questo particolare ponte. Tutte però hanno come filo conduttore la presenza del Diavolo. Si narra che durante la costruzione ci si rese conto della difficoltà di realizzare una sola arcata a tutto sesto. Il capomastro allora chiese aiuto al Diavolo. Il maligno ci mise quindi lo zampino, realizzando la campata e chiedendo in cambio l’anima del primo essere vivente che l’avrebbe attraversata. Il capomastro allora provò ad essere più furbo del Diavolo. Lanciò una focaccia sul ponte attirando così un cane. Il Diavolo dimostrò allora la sua indignazione modificando in modo così incongruo le arcate, donando al Ponte la sua forma caratteristica.

ponte-del-diavolo-garfagnana-discesa-la-lente-web
https://it.wikipedia.org/

VENDERE L’ANIMA AL DIAVOLO

Una seconda leggenda molto conosciuta parla della paura di una nobildonna di invecchiare. Purtroppo nessun rimedio provato dalla donna ebbe i suoi frutti e quando la prima ruga comparve sul suo volto decise di vendere l’anima al diavolo in cambio di trent’anni di giovinezza. Naturalmente il maligno era pronto a giocare il suo scherzo e dopo averla portata sul punto più alto del ponte la getto nel Serchio.

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