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giovedì, 15 Aprile 2021

Gestione sostenibile del mare: l’Italia deve recuperare il ritardo

Sono solo 6 i paesi UE che hanno fatto passi avanti nella gestione sostenibile dei mari con un Piano di gestione dello spazio marittimo

La scadenza del 31 marzo è passata, così anche la nostra penisola circondata dal mare resta senza un suo Piano di gestione dello spazio marittimo

LA SCADENZA DEL PIANO DI GESTIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO

Il 31 marzo scorso gli Stati Membri dell’UE avrebbero dovuto consegnare il proprio Piano di gestione dello spazio marittimo. Sono solo 6 i Paesi che hanno rispettato questa importante scadenza per la tutela dell’ecosistema marino e l’Italia non è tra questi. La stesura di piano fa parte della Pianificazione dello Spazio Marittimo (PSM) che rientra tra gli strumenti della Marine Strategy Framework Directive (MSFD) e dalla nuova Strategia per la biodiversità 2030 dell’UE. Obiettivo ultimo, naturalmente, è quello di raggiungere il più alto grado di sostenibilità (economica ma anche sociale) nel rispetto dell’ecosistema marino.

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L’ITALIA SALTA L’APPUNTMAENTO DEL 31 MARZO

Il nostro Paese purtroppo ha saltato questa importante scadenza e, a quanto riferito in questi giorni dal WWF, si troverebbe anche piuttosto indietro nella stesura del Piano di gestione dello spazio marittimo. Ci si sarebbe aspettati qualcosa in più da un Paese che vanta oltre 8mila chilometri di coste. Difficile anche dare la colpa alla difficile congiuntura politica o alle urgenze derivanti dalla lotta al Covid. Questo perché la Direttiva della PSM, che stabilisce queste scadenze, è stata ratificata dall’Italia addirittura il 17 ottobre 2016.

LA PIANIFICAZIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO

In particolare la Pianificazione dello spazio marittimo punta ad assicurare una gestione in equilibrio e a lungo termine del mare e delle varie attività umane che lo contraddistinguono:

  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Trasporto marittimo
  • Eolico offshore in Italia e in Europa

L’idea generale quella di evitare e di comporre eventuali conflitti, proprio grazie allo strumento del Piano di gestione dello spazio marittimo. In questo modo si pianifica la gestione con tutti gli attori in campo sul medio e lungo termine.

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https://it.wikipedia.org/

I PROSSIMI PASSI DEL PIANO DI GESTIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO

Per l’Italia è importantissimo non restare indietro e rispettare gli obiettivi fin qui fissati dalla PSM e dalle altre normative europei in tema di protezione dell’ambiente marittimo. Ad esempio con la protezione di almeno il 30% del proprio mare entro il 2030, di cui il 10% protetto, come stabilito nella strategia dell’UE sulla biodiversità. Saltata la scadenza del 31 marzo da parte del nostro Paese (così come di altri) resta tempo alla Commissione Europea per presentare al Consiglio i risultati della PSM fino al 31 marzo 2022.

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L’APPROCCIO DEL WWF ALLA PIANIFICAZIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO

Purtroppo non ci sono ancora stati particolari richiamo per il non rispetto di queste scadenze, così è il WWF che chiede all’UE di essere intransigente verso i paesi che non rispettano gli obiettivi. Per rendere più precisa la sua posizione, il WWF ha appena pubblicato un documento che offre una serie di indicatori precisi per una PSM ecosistemica di successo in tutte le acque europee. Sul fronte italiano gli ambientalisti hanno invece chiesto a gran voce di non perdere ulteriore tempo, stilando al più presto un Piano coinvolgendo non solo gli attori economici, ma anche le associazioni.

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