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martedì, 21 Settembre 2021

Grotta del vento: il gioiello sotterraneo della Garfagnana

La Grotta del vento è una tappa fondamentale per chi visita  il Parco toscano delle Alpi Apuane

A poca distanza da Lucca la Grotta del vento con le sue maestose sculture naturali e il fenomeno naturale della corrente d’aria che la attraversa, è sicuramente un luogo da non perdere e tutto da scoprire.

ALLA SCOPERTA GROTTA DEL VENTO

Questa straordinaria grotta si trova nella parte Nord della Toscana all’interno del Parco delle Alpi Apuane in quella che viene chiamata la zona della Garfagnana, a poca distanza da un altro grande parco naturale parco naturale, quello di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. È la natura carsica di questi luoghi ad aver dato vita alla grotta. Al suo interno sono ben visibili stalattiti e stalagmiti, oltre a specchi d’acqua, pozzi e imponenti formazioni di fango. Nella grotta è possibile seguire diversi itinerari, dai più semplici, adatti a tutta la famiglia, fino a quelli più avventurosi, ma comunque percorribili in completa sicurezza.

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LA GROTTA DEL VENTO NEL PASSATO

Della grotta fino all’Ottocento si conosceva solo una corrente d’aria fredda che arrivava dal profondo della terra. Infatti gli abitanti della borgata Trimpello ne avevano incanalato il flusso in una capanna, utilizzata per mantenere freddi i cibi e conservarli.

LE PRIME ESPLORAZIONI 

Si dice la prima ad essere entrata nella Grotta del vento sia stata una bambina di appena quattro anni, seguita poi da alcuni giovani nel 1898 che però si fermarono a soli 20 metri dall’ingresso, tornando indietro impauriti. Successivamente iniziarono le esplorazioni vere e proprie:

  • Per la prima vera esplorazione di studio si dovette attendere il 1929 e il Gruppo Speleologico Fiorentino del CAI, che si fermò dopo soli 60 metri a causa dell’acqua presente nella cavità.
  • La seconda esplorazione avvenne nel 1961 ad opera del Gruppo Speleologico Bolognese del CAI. Grazie alla siccità di quell’anno riuscì a percorrere ben 640 metri di gallerie sotterranee.
  • Nel 1964 il Gruppo Speleologico Lucchese del CAI si spinse fino a 1110 metri. Furono fatte fotografie e un primo rilevamento topografico.
  • Nel 1968 è il Gruppo Speleologico Garfagnana-Grotta del Vento a far partire degli studi e delle esplorazioni. In breve tempo allargarono la porzione esplorata.

Queste esplorazioni portarono nel 1975 a conoscere la grotta per ben 2470 metri di estensione. Ad oggi invece si conoscono oltre quattro chilometri e mezzo di gallerie. La Grotta del vento potrebbe ancora nascondere segreti e meraviglie. Infatti ci sono ancora all’incirca una ventina di diramazioni ancora da esplorare.

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PERCHÉ SI CHIAMA GROTTA DEL VENTO?

La vera particolarità di questa grotta sta nel suo nome. Infatti durante la stagione estiva quando la porta blindata che ne sigilla l’ingresso viene spalancata i visitatori vengono sopraffatti dal vento che proviene dall’interno della grotta, che però cessa immediatamente quando il varco viene richiuso alle loro spalle. All’interno inoltre la temperatura si mantiene costante per tutto l’anno (attorno ai +10,7°).

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IL VENTO E LA TEMPERATURA ESTERNA

Il fenomeno del vento nella grotta è legato alla differenza di altitudine tra l’ingresso turistico (642 metri) e quello alla cima della montagna (1400 metri). Questa colonna d’aria che si forma d’estate (essendo più fredda e quindi più pesante) precipita verso il basso, provocando il forte vento che esce dall’imboccatura turistica della grotta del vento. In inverno la situazione si capovolge, mentre esiste una proporzione diretta tra la velocità del vento e la differenza della temperatura tra le due imboccature, tanto che quando questa si equivale il vento cessa.

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