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mercoledì, 23 Giugno 2021

Gorilla di montagna: cresce la popolazione ma resta in pericolo

Dal 2018 non è più in “pericolo critico”: decenni di lavoro nei parchi hanno consentito di portare la popolazione sopra i mille esemplari. Ma non bisogna abbassare la guardia.

Il 10 gennaio 2021 sei ranger del parco nazionale dei Virunga, nella repubblica democratica del Congo, sono stati assassinati. E’ lì, nei 5mila metri quadrati del più antico parco africano (è stato fondato nel 1925), che vive una bella fetta dei gorilla di montagna. Un luogo prezioso per la sopravvivenza di questi primati in difesa dei quali, purtroppo, si continua a pagare un tributo di sangue.

IL TRIBUTO DI SANGUE

Se non è chiaro il motivo per cui siano stati assassinati i ranger, è certo invece che l’americana Dian Fossey, nel lontano 1986, venne uccisa da un bracconiere. La zoologa statunitense ebbe il merito di accendere i riflettori sul destino dei gorilla di montagna, la cui sopravvivenza in quel periodo era considerata gravemente a rischio.

UN TREND INCORAGGIANTE

Dal 2018 però, grazie agli sforzi compiuti, la IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) ha riposizionato questi primati nella sua lista rossa, portando la specie dal “pericolo critico” (CR) alla categoria “pericolo” (EN). Nel 2019 il Ministero del Turismo naturale e delle Antichità dell’Uganda e la Greater Virunga Transboundary Collaboration hanno rivelato che il numero di gorilla di montagna  è salito a 459 individui, rispetto ai 400 stimati nel 2011, nei 340 chilometri quadrati di foresta transfrontaliera protetta. Una notizia importante che ha portato questa sottospecie a 1063 individui.

IMPOSSIBILE ABBASSARE LA GUARDIA

Il risultato conseguito, non consente tuttavia di cantare vittoria. Perché se è vero che “gli sforzi di conservazione collaborativi a lungo termine” ha ricordato Anna Behm Masozera, Direttore dell’International Gorilla Conservation Programme (IGCP) hanno “effetti concreti sulle specie che sono sull’orlo dell’estinzione” è altrettanto vero che questi primati restano comunque in pericolo. “I gorilla di montagna stanno ancora affrontando molte minacce e come sottospecie dovranno sempre essere protetti, mentre il loro habitat e il turismo dovranno essere ben gestiti. Non possiamo abbassare la guardia – ha ribadito il Direttore dell’IGCP – ma prenderci un momento per riconoscere gli sforzi e i risultati raggiunti”.

LE CARATTERISTICHE

Il gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) è una delle due sottospecie di gorilla orientale (l’altro, più numeroso, è quello di pianura). E’ il primate più grande al mondo e si distingue dagli altri gorilla per il pelo che è più lungo e scuro. Nei maschi, sulla schiera, tende ad assumere un colore argentato. Sono erbivori ma integrano la loro dieta nutrendosi anche di formiche, larve e lumache. Le femmine, molto più piccole dei maschi, partoriscono intorno ai 10-12 anni ed allattano i proprio cuccioli fino ai tre anni di vita.

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