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mercoledì, 23 Giugno 2021

Ninfa: sui ruderi della città perduta c’è un giardino celestiale

A breve distanza da Roma c’è il Giardino di Ninfa. Un luogo speciale dove, sugli antichi ruderi di una città perduta, crescono piante rare e secolari

Secondo Il New York Times Ninfa è il giardino più bello del mondo, visitato tutti gli anni da 50.000 turisti. Posto alle pendici dei Monti Lepini, è considerato un vero e proprio gioiello ambientale, botanico e storico. Si trova a circa 7 km da Sermoneta e poco più di 12 km da Cisterna di Latina.

I GIARDINI DI NINFA

I Giardini nascono sulle ceneri di Ninfa antica, fiorente cittadina medievale sull’unica via di comunicazione che da Roma portava al sud. Era una via sicura dai briganti e dalla palude insalubre che infestava queste zone durante il Medioevo. La città riceveva il dazio dei passanti e prosperava nell’arte e nella cultura, proprio sotto ad un castello importante: il Castello Caetani di Sermoneta. Ma la storia non fu clemente con Ninfa, che nel 1300 finì abbandonata e saccheggiata. Prima della rovina, i Caetani salvarono gli affreschi più importanti per esporli nel loro castello, in un’opera avanguardistica di salvaguardia dei beni culturali e restauro ante litteram. Secoli dopo, intorno ai ruderi della città, costruirono il Giardino all’inglese, universalmente riconosciuto come uno dei giardini più belli e romantici del mondo.

STORIA DI NINFA

Ninfa esisteva già in epoca romana, ma non era altro che un piccolo paese di agricoltori. Nel XVIII secolo Papa Zaccaria divenne proprietario dei terreni circostanti. Con l’avanzamento della palude e la conseguente impraticabilità della via Appia e della via Severiana, tutti i transiti si spostarono sulla via Pedemontana, che passava nei pressi di Ninfa e Sermoneta. Ninfa divenne così dogana e la città crebbe e si arricchì. Nel 1159 furono eletti due papi e uno di questi, protetto dai Frangipane, che all’epoca controllavano Ninfa, fu eletto proprio nella chiesa della città. L’episodio suscitò l’ira di Federico Barbarossa, che per vendicarsi incendiò e saccheggiò la città.

LA RIQUALIFICAZIONE DI NINFA

Ma la fine di Ninfa era ancora lontana. Nel 1300, sotto i Caetani, furono ampliate le mura e il lago, costruite le torri, le chiese ed i mulini ad acqua e fiorirono le botteghe artigiane e dei commercianti. Un erede della famiglia Caetani, Gelasio, iniziò una grande opera di bonifica e restauro che interessò tutta l’area. Oltre al recupero completo della torre principale del castello e del municipio adibito attualmente a edificio per uffici e convegni, impiantò tra le mura dell’antica città, un numero considerevole di specie botaniche tra cui alcune molto rare. 1369 però, in una faida tra il papa avignonese e quello di Roma, Ninfa finì saccheggiata ancora una volta e distrutta a colpi di piccone dalle città vicine. Stavolta però non fu più ricostruita.

NINFA, UN GIARDINO ALL’INGLESE

Il giardino botanico di Ninfa, che in autunno ha festeggiato i 100 anni, è un tipico esempio di giardino all’inglese. La costruzione del parco iniziò negli anni ’20 e proseguì negli anni ’30, ad opera della famiglia Caetani. I ruderi furono restaurati, la zona bonificata e le piante, per lo più esotiche, provenienti dai viaggi della famiglia all’estero, colorarono il parco. Lelia, l’ultima rappresentante della famiglia Caetani che aveva posseduto Ninfa e Sermoneta per 700 anni, non ebbe eredi e lasciò il castello ed il giardino alla fondazione Caetani che tuttora si occupa del giardino.

La flora del Giardino di Ninfa

Una delle particolarità del Giardino di Ninfa, oltre alla loro spettacolarità è quella di avere, tra le tante specie botaniche, alcune piante provenienti da diverse parti del mondo. Durante la visita al giardino è possibile quindi ammirare piante quali l’Albero della Nebbia, proveniente dall’estremo Oriente. La rupe di Norma protegge l’Oasi di Ninfa dai freddi venti del nord ed inoltre la stessa è attraversata da un corso d’acqua che ne mitiga e regola ancora di più il clima. Queste due particolari condizioni hanno fatto sì che questo magnifico giardino storico potesse accogliere specie vegetali che difficilmente potrebbero sopravvivere in altri ambienti. Per accedere a quest’oasi di pace è necessario prenotarsi. Sul sito del Giardino di Ninfa è possibile riservare il proprio posto.

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