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domenica, 28 Febbraio 2021

Colosseo: la settima meraviglia del mondo è italiana

Testimone dell’importante storia della Capitale, il Colosseo è il simbolo indiscusso di Roma, nonché tappa obbligatoria da visitare

Sulla storia del Colosseo nei secoli, dalla costruzione alla distruzione, c’è da dire molto. Un lungo periodo storico, durante il quale il Colosseo è stato usato e restaurato tante e tante volte, in modi diversi, con metodi diversi. Le storie del Colosseo, infatti, sono molte e segnano i vari periodi della Roma antica. L’imponente struttura racconta infatti un passato turbolento che non smette di affascinare ed incuriosire i turisti provenienti da tutto il mondo. Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, assieme a tutto il Centro storico di Roma, le Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia e la Basilica di San Paolo fuori le mura, nel 2007 il complesso, unico monumento europeo, è stato anche inserito fra le Nuove sette meraviglie del mondo, a seguito di un concorso organizzato da New Open World Corporation (NOWC).

LA STORIA

L’anfiteatro Flavio fu chiamato con questo nome nel Medioevo a causa delle sue dimensioni colossali. Secondo altri, ma con minore probabilità, l’edificio attirò a sé il nome del vicino colosso bronzeo di Nerone, il quale scomparve durante le invasioni barbariche. Il monumento fu eretto nel luogo dove, al tempo di Nerone, un laghetto raccoglieva le acque delle colline circostanti; l’edificazione avvenne nell’area occupata dall’enorme palazzo di Nerone, la Domus aurea, costruita a seguito del grande incendio di Roma del 64. Nelle vicinanze vi era la statua colossale di Nerone, dal quale la leggenda vuole che derivi il nome Colosseo. Lo iniziò Vespasiano verso il 75 d. C. e lo inaugurò Tito nell’80. Domiziano aggiunse l’ultimo ordine di gradinate e impiantò vasti magazzini al di sotto dell’arena, la quale, al tempo di Tito, doveva essere costituita da un piano uniforme.  Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, assieme a tutto il Centro storico di Roma, il Colosseo forma un’ellisse e rispecchia i canoni architettonici dell’Età Imperiale.

L’ EDIFICIO

L’arena del Colosseo misura m. 76 × 46 e la cavea è profonda m. 36; tutto l’edificio raggiunge l’altezza di m. 57, ripartita in quattro ordini architettonici, tre costituiti da archi a giorno e il quarto da un attico con piccole finestre rettangolari. Su alcune mensole sporgenti al di sotto della cornice poggiavano i travi, che sorreggevano l’ampio velario, destinato a riparare gli spettatori dal sole. Nella costruzione del monumento furono adoperati varî materiali: il travertino nei piloni degli archi e nella facciata esterna; il tufo nella vasta ingabbiatura che sosteneva le arcate interne; il mattone nelle volte dei meniani e delle gradinate. I primi gradini erano divisi dall’arena per mezzo di un alto muro, che doveva riparare gli spettatori dagli assalti delle belve. I calcoli più ragionevoli dànno all’edificio una capacità massima di 45.000 spettatori. Un sistema di organizzazione perfetto, le numerose scale e gli ampî corridoi, permettevano il rapido afflusso e deflusso del pubblico.

GLI SPETTACOLI

Gli spettacoli che abitualmente si davano nell’anfiteatro erano i ludî gladiatorii e le venationes. Tra i ludi più sontuosi dati nel Colosseo vanno ricordati quello inaugurale sotto Tito, durato più giorni di seguito, nel quale in un solo giorno furono uccise 5000 bestie e i ludi celebrati nel 249 dall’imperatore Filippo per festeggiare il primo millenario della fondazione di Roma. Altri grandi spettacoli si ebbero sotto Probo e sotto i Gordiani. Le belve destinate alle cacce e alle giostre venivano chiuse entro piccole celle nei corridoi sottostanti all’arena, donde, per mezzo di piani inclinati e di montacarichi, venivano portate fuori nell’arena. Un ampio corridoio, situato ad uno degli estremi dell’asse maggiore in relazione con la porta libitinaria, serviva per portare via i cadaveri degli uomini e degli animali uccisi.

I TERREMOTI

Due violenti terremoti iniziarono la rovina del Colosseo: un primo nel 442, che costrinse gli imperatori Teodosio II e Valentiniano III a copiosi restauri, e un secondo verso il 508. Ma la rovina maggiore avvenne nel famoso terremoto di Leone IV (851), allorquando caddero due interi ordini di arcate nella parte che guarda il Celio; da allora i massi caduti servirono per le nuove costruzioni romane, finché nel sec. XIV troviamo atti ufficiali che certificano lo spoglio sistematico delle rovine, durato ininterrottamente fino al XVII secolo. Si fecero belli delle spoglie del Colosseo palazzo di Venezia, palazzo Barberini, palazzo Farnese, il ponte Flaminio, il porto di Ripetta e parte dei Palazzi Capitolini.

I RESTAURI

Nel sec. XIX, ritornato l’amore per le antiche vestigia di Roma, il monumento fu oggetto di particolari restauri da parte dei papi: Pio VII, Leone XII, Gregorio XIV, e da ultimo Pio IX, i quali con poderosi muri di rinforzo arginarono i blocchi pericolanti, e ridettero la completa stabilità alle arcate del monumento. Nel Medioevo numerose leggende si diffusero intorno al Colosseo; secondo alcuni miti medievali pare che il Colosseo rappresentasse l’ingresso agli inferi dove, all’imbrunire, le anime dei trapassati errano in cerca della pace eterna. Una seconda leggenda afferma che molte piante di paesi lontani, che sono attecchite nella zona del Colosseo, siano giunte dai sandali dei viandanti o dalle zampe degli animali sacrificati da malvagi imperatori. Un’altra curiosa leggenda afferma che il Colosseo sia stato una sorta di tempio diabolico con tanto di stregoni che rivolgevano agli adepti la seguente domanda:”Colis Eum” che significa “Adori Lui”, riferito al diavolo. Da qui, quindi, deriverebbe il nome Coliseum.

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