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domenica, 09 Maggio 2021

Bomarzo: nel cuore della Tuscia tra i Monti Cimini e la vallata del Tevere

Bomarzo è uno dei centri storici del Lazio più rinomati e conosciuti. La cittadina sorge nel cuore della Tuscia tra le pendici dei Monti Cimini e la valle del Fiume Tevere

Bomarzo sorge a una ventina di chilometri da Viterbo, nel cuore della Tuscia, tra le pendici dei Monti Cimini e l’ampia vallata del Tevere, al confine con l’Umbria. Dai ritrovamenti nell’area gli storici fanno risalire la sua origine al periodo etrusco e poi romano. Restano ancora un acquedotto, una piramide etrusca e le necropoli.

LE ORIGINI DI BOMARZO

Le origini di Bomarzo sono tuttora avvolte nel mistero. Probabilmente fondata da misteriose e sconosciuti popoli, fonti attestano che il territorio fu intensamente abitato prima dagli Etruschi e poi dai Romani. A testimonianza di quei tempi restano ancor oggi molte prove tangibili nell’area bomarzese: la Piramide Etrusca, le tagliata e le necropoli, i ruderi di un acquedotto romano, le fornaci dei Volumni.

Il passaggio dagli Orsini ai Borghese

Parte dell’Impero Romano fino alla sue caduta, Bomarzo venne in seguito retta dai suoi vescovi e ripetutamente invasa. L’ultima invasione si ebbe nel 739 per mano del Re Liutprando, che la sottrasse al Ducato Romano. In seguito Bomarzo rimase parte integrante dello Stato Pontificio, ed in particolare della Delegazione di Viterbo, di cui fece parte sino al 1866. Durante i secoli, tuttavia, la città passò diverse volte di mano: divenne un feudo degli Orsini, che la tennero fino al 1646 e poi di Lante Montefeltro della Rovere, la cui famiglia lo possedette fino al 1837, quando il Duca Giulio lo vendette ai Borghese.

IL BORGO DI BOMARZO

Posto al confine con l’Umbria, nel cuore della Tuscia, il borgo di Bomarzo è immerso in un bel paesaggio agreste. Il cuore antico di Bomarzo, dall’aspetto marcatamente medievale, conserva molti edifici caratteristici ed alcuni monumenti.

Palazzo Orsini

La possente struttura di Palazzo Orsini, la cui funzione è sia difensiva che residenziale, svetta e domina sul centro abitato. Fu costruito a partire dal XVI secolo sui resti di un castello medievale più antico e verso la fine dell’Ottocento subì vari lavori di rimaneggiamento. E’ sicuramente il monumento più rilevante dell’intero borgo di Bomarzo, e durante la sua storia centenaria vide la presenza di numerosi proprietari a partire, ovviamente, dagli Orsini, per poi passare ai Lante della Rovere, i Borghese e infine al comune di Bomarzo, che lo acquistò nel secondo dopoguerra.

LE CHIESE

Oltre al Palazzo Orsini, il centro storico di Bomarzo offre diversi spunti di visita:

  • Il Duomo risalente al XV-XVIII secolo, che custodisce, al suo interno, interessanti opere d’arte.
  • La Chiesa di Santa Maria di Montecasoli, che è situata nelle immediate vicinanze del borgo, si presenta in perfetto stato di conservazione e sorge nella Riserva di Monte Casoli.
  • La Chiesa di Santa Maria della Valle, edificata per ordine della famiglia dei Lante della Rovere nel XVII secolo, situata nei pressi del Sacro Bosco.
  • A poca distanza dal Duomo, è invece visibile la Chiesa di Sant’Anselmo. Il suo ’interno è privo di decorazioni e opere pittoriche, tranne un ottocentesco quadro che ritrae il Santo.

IL PARCO DEI MOSTRI

Poco fuori l’abitato di Bomarzo sorge un’opera unica al mondo: il Parco dei Mostri o Sacro Bosco. Fu Vicino Orsini, prode condottiero al servizio dello Stato Pontificio, che fece costruire il Parco sul finire del XVI secolo quando, deposte le armi, decise di dedicarsi ad una vita più tranquilla e pacifica. Situato nella valle sottostante il borgo, ospita numerose sculture fantasiose e grottesche, accanto ad un piccolo tempio a forma ottagonale, che Vicino volle far costruire in memoria della moglie.

Le attrattive del parco

Le enormi strutture che animano il Parco dei Mostri di Bomarzo, insolite per la cultura italiana del ‘500, sono molte e assai diverse tra di loro:

  • Il “Mascherone”, dalle sembianze mostruose con enorme bocca spalancata, nel cui interno è ricavata una stanza
  • L’”Elefante in battaglia”, con uno spiccato riferimento all’arte orientale
  • Il “Drago in lotta coi veltri”
  • Il “Gigante” nell’atto di squarciare una donna e la “Casetta inclinata”.

LE FESTE TRADIZIONALI

Oltre alla festa  del patrono per commemorare Sant’Anselmo Vescovo che viene festeggiata il 24 aprile, il giorno successivo viene disputato il Palio di Sant’Anselmo. In questa ricorrenza, le cinque contrade di Bomarzo (Dentro, Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano) si sfidano in una tradizione tramandata fin dal XVII secolo. Sempre il 25 aprile si svolgono sia il corteo storico rinascimentale in costume Vicini Ursini de Castro Polimartij che la Sagra del Biscotto di Sant’Anselmo, una ciambella a base di anice molto dolce e profumata.

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