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giovedì, 20 Gennaio 2022

Biodiversità a rischio: ecco perchè ci aspetta un decennio cruciale

Legambiente ha presentato un report con dati allarmanti: la biodiversità continua a diminuire

Cattive notizie per molte specie animali e vegetali. Il rapporto sulla biodiversità a rischio mette tra gli osservati speciali i fiori dell’Appennino e il Mar Adriatico, ma non mancano i segnali positivi.

BIODIVERSITÀ A RISCHIO IN TUTTO IL MONDO

In occasione della Giornata mondiale della biodiversità, Legambiente ha presentato il nuovo report “Biodiversità a rischio 2021”. Partiamo con il dire che, seppur ci sono, le buone notizie sono veramente poche. Infatti in tutti i paesi del mondo, nonostante gli impegni presi da molti governi, la biodiversità continua a diminuire. Secondo gli ambientalisti i motivi sono da ricercare nell’aumento della pressione sugli habitat e nella loro frammentazione. Ruolo cruciale lo hanno sicuramente i cambiamenti climatici, così come l’introduzione di specie aliene capaci di danneggiare fortemente l’ecosistema.

  • Nel mondo sono 1 milione le specie di piante, insetti, uccelli e mammiferi minacciate di estinzione.
  • Ogni giorno si estinguono fino a 200 specie.

Inoltre i dati raccolti parlano di circa i due terzi dei servizi offerti gratuitamente dagli ecosistemi (come la regolazione climatica) che si stanno velocemente impoverendo. Questo sta causando una perdita in termini economici potrebbe rappresentare il 7% del PIL mondia­le.

UN DECENNIO CRUCIALE PER LA BIODIVERSITÀ

Secondo l’associazione ambientalista quello che stiamo vivendo è sicuramente un decennio cruciale per la biodiversità a rischio e per invertire la rotta. In particolare per Legambiente il primo elemento su cui lavorare è la creazione di nuove aree naturali terrestri e marine protette entro il 2030 per la tutela della biodiversità, il rafforzamento della Rete Natura 2000 e il puntare al tempo stesso sulla bioeconomia.

BIODIVERSITÀ A RISCHIO ANCHE IN ITALIA

Nel rapporto Biodiversità a rischio 2021 è stata posta particolare attenzione allo stato in cui versa la biodiversità italiana sia sotto il profilo della flora che della fauna. In particolare sono due gli elementi posti sotto i riflettori dagli ambientalisti: la flora dell’Appennino e la fauna del Mar Adriatico.

La flora dell’Appennino

L’Appennino, oltre ad essere tutt’ora un importante corridoio ecologico, rappresenta un vero e proprio hot spot di biodiversità della Penisola. Tra i fiori dell’Appennino maggiormente a rischio vengono citati la Scarpetta di Venere, l’Adonide ricurva, l’Iris Marsica e l’Aquilegia della Majella. Le principali minacce, oltre al cambiamento climatico, sono gli incendi, il pascolo incontrollato, l’evoluzione spontanea della vegetazione e il sovraffollamento turistico.

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Mar Mediterraneo e Adriatico

Il Mar Mediterraneo, considerato un hotspot della biodiversità marina perché, ospita tra il 4 e il 18% di tutte le specie marine viventi sul nostro Pianeta. Molte di queste sono a rischio, come le tartarughe marine, i delfini, gli uccelli e gli elasmobranchi (squali e razze), sempre più oggetto di catture accidentali. Molte di queste avvengono nel Mar Adriatico dove si usa la pesca a strascico e le reti a posta. Inoltre il 75% di tutti gli stock ittici del Mediterraneo sono sovrasfruttati minando la sostenibilità delle risorse ittiche a lungo termine. Una percentuale che per il Mar Adriatico tocca il 90%.

Gli uccelli nidificanti

Attenzione anche per gli uccelli nidificanti che popolano il nostro Paese. Tra questi quelli a rischio sono il Cormorano Atlantico, il Capovaccaio, il Gipeto e la Bigia padovana. Queste specie sono minacciate principalmente dal cambiamento dei sistemi naturali, seguito da inquinamento, agricoltura, acquacoltura e cambiamenti climatici. Basti pensare che nella Lista Rossa sugli uccelli nidificanti in Italia di quest’anno sono state valutate 278 specie.

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CI SONO DEI SEGNALI POSITIVI

Fortunatamente non mancano dei segnali positivi. Tra questi il rapporto sulla Biodiversità a rischio rileva il ritorno dello sciacallo dorato. Questo mammifero originario dei Balcani è arrivato in Italia nel 1984 e continua ad espandersi. Anche il castoro (estinto dal 1500) è tornato a fare visita alle regioni del Nord-Est. Nel 2020 sono state registrate oltre 200 nidificazioni sulle nostre spiagge della grande tartaruga marina Caretta caretta, una specie minacciata di estinzione.

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