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giovedì, 15 Aprile 2021

Amalfi, la città della bussola e della Repubblica marinara: un patrimonio dell’umanità

Amalfi, la città simbolo della costiera amalfitana, ricca di storia e arte, è famosa in tutto il mondo e dal 1997 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità UNESCO

All’ingresso della città di Amalfi c’è una targa con un pensiero eloquente di Renato Fucini: “Il giorno del giudizio, per gli Amalfitani che andranno in Paradiso, sarà un giorno come tutti gli altri”. E in effetti la bella località, da cui ha preso il nome la costiera amalfitana,  è una destinazione a vocazione estiva ma è meta consigliata anche per buongustai e golosi e famosa per la lavorazione della carta, per l’invenzione della bussola e per l’importanza della Repubblica marinara che ne ha rappresentato la potenza negli anni.

LA STORIA DI AMALFI

Le origini di Amalfi sono avvolte dalle nubi della leggenda. Numerose, infatti, sono le leggende sulla fondazione della città e tutte hanno in comune l’origine romana. Ciò è dimostrato anche dai rinvenimenti di resti archeologici di età imperiale, tra i quali il ninfeo di una villa probabilmente edificata ai tempi dell’imperatore Tiberio. Il toponimo “Amalfi” è, inoltre, di sicura estrazione latina: deriverebbe da Melfi, un villaggio marittimo lucano abbandonato da alcuni profughi romani nel IV d.C., oppure potrebbe corrispondere al cognome di una gens romana del I secolo d.C. (Amarfia).

Le Repubbliche Marinare

Secondo un’altra leggenda il paese prenderebbe il nome da Amalfi, una ninfa amata da Ercole che fu sepolta qui per volere degli dei. Sicuramente abitata dai Romani, che erano fuggiti sui Monti Lattari per scampare alle invasioni germaniche e longobarde, la città era originariamente un castrum per la difesa del Ducato Bizantino di Napoli, e godeva di un rapporto privilegiato con Bisanzio per l’abilità degli Amalfitani nel commercio marittimo. A partire dal IX secolo, Amalfi rivaleggiò con Pisa, Venezia e Genova per il controllo del Mar Mediterraneo. Ogni anno infatti un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando le altre città.

L’invenzione della bussola

Gli Amalfitani furono i primi ad inventare la bussola quale strumento di orientamento marinaro magnetico “a secco”. Diffusero questo strumento nel Mediterraneo entro la prima metà del XIII secolo ma sul mitico inventore della bussola, Flavio Gioia, non si hanno notizie certe. In suo onore esiste, nella piazza davanti al mare, un monumento in bronzo realizzato dall’artista cavese Alfonso Balzìco. La figura di Flavio Gioia rimane un mistero: molti storici campani hanno cercato di dimostrare la sua esistenza con argomentazioni convincenti e centinaia di citazioni di testi e autori da ogni secolo, anche stranieri. Non esistono, però, documenti contemporanei che parlino di lui.

LE ATTRATTIVE DI AMALFI

L’attuale centro urbano di Amalfi corrisponde totalmente a quello della città medievale, per cui conserva tuttora imponenti vestigia del passato storico. Rappresenta una sorta di museo a cielo aperto, poiché conserva, alquanto intatte, le testimonianze architettoniche ed urbanistiche del suo passato, rileggibili attraverso la stratificazione dei secoli. Sono presenti chiese e cappelle, monasteri e conventi, ma anche dimore dell’aristocrazia mercantile medievale, torri e mura. Tra i monumenti più celebri di spicca il Duomo di Amalfi, in stile arabo-siciliano, dedicato a Sant’Andrea, patrono della città.  Non mancano altre attrazioni, destinate ad adulti e bambini oppure agli appassionati di trekking e della natura:

  • gli arsenali
  • le cartiere
  • il museo della carta
  • il vallone delle ferriere
  • i sentieri dai panorami mozzafiato
  • il cimitero monumentale
  • le escursioni in barca e le immersioni alla scoperta del mare cristallino della Costiera Amalfitana.

DUOMO DI AMALFI

Il monumento più rappresentativo della città è il complesso della Cattedrale di Amalfi, formato da due basiliche accostate e un tempo comunicanti. La più antica era dedicata alla Vergine Assunta, prima protettrice di Amalfi; fu costruita sui resti di un’altra cattedrale paleocristiana del VI secolo in forma romanica e strutturata su tre navate. A questa basilica-cattedrale del IX secolo ne fu affiancata un’altra nel 987, per interessamento del Duca di Amalfi Mansone I. Questa nuova cattedrale è anch’essa a tre navate ed è dedicata all’Apostolo Andrea, protettore dell’intera diocesi amalfitana almeno sin dalla prima metà del X secolo. Una leggenda consiglia di non salire le scale del Duomo di Amalfi mano nella mano della vostra amata/o, altrimenti non vi sposerete mai più.

Il Chiostro del Paradiso

Dalla parte settentrionale della primitiva cattedrale di Amalfi l’Arcivescovo Filippo Augustariccio edificò, nel 1268, il Chiostro del Paradiso, un cimitero per nobili, identificato da un quadriportico con archi intrecciati poggianti su colonnine binate, nel quale sono evidenti sei cappelle affrescate. L’opera pittorica di maggior rilievo è la Crocifissione attribuita alla scuola napoletana di Giotto. Di fronte al Chiostro si erge il campanile della cattedrale, che fu realizzato in stile romanico tra il 1180 e il 1276; in quest’ultima data fu costruita la cella campanaria in stile moresco per volere dell’Arcivescovo Filippo Augustariccio.

Valle dei Mulini, Museo della Carta e Ferriera di Amalfi

Nella parte più interna, oggi detta Valle dei Mulini, sono tuttora presenti le imponenti vestigia delle antiche cartiere amalfitane. Sin dal XIII secolo esse producevano la celebre carta a mano, mediante processi tecnologici appresi dal mondo arabo e migliorati in loco. Allo stato attuale la maggior parte di tale edifici si trova nella condizione di rudere; solo due cartiere sono tuttora attive, mentre è in funzione il Museo della Carta, che offre ai visitatori un’esaustiva rivisitazione storica di tale antica attività protoindustriale. L’ultima costruzione individuabile nell’interno della Valle è la Ferriera di Amalfi, un opificio per l’estrazione del ferro dai minerali grezzi e per la produzione dell’acciaio, risalente al XIV secolo che è, pertanto, tra i più antichi dell’Italia meridionale.

LE PASTICCERIE DI AMALFI

Da non perdere una piacevole sosta nella storiche pasticcerie Pansa e Savoia, dove è possibile gustare i dolci tipici della costiera amalfitana. Si va dalla classica delizia al limone, simbolo di questo territorio, al pasticciotto di Atrani, con crema pasticcera e amarene sciroppate, oltre alle intramontabili torta ricotta e pera e pastarelle campane, come babà e code d’aragosta. Soprattutto è d’obbligo assaggiare la sfogliatella Santa Rosa, originaria di Conca dei Marini, dolce ripieno di squisita crema creato intorno ai primi anni del ‘700, in onore della santa fondatrice della regola.

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