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giovedì, 15 Aprile 2021

10 alberi monumentali protetti nelle Oasi WWF

In Italia sono moltissimi gli alberi monumentali, ma 10 di questi sono anche inseriti all’interno delle Oasi WWF

Scopriamo insieme 10 alberi monumentali, spesso plurisecolari, censiti dal WWF all’interno delle sue Oasi. Un viaggio lungo tutta la penisola alla scoperta del grandissimo patrimonio arboreo del nostro Paese.

GLI ALBERI MONUMENTALI E LE OASI DEL WWF

Sono detti ‘patriarchi arborei’ e il motivo è semplice: molti di loro hanno più di 400 anni. Sono alberi monumentali che impreziosiscono le Oasi WWF e per questo hanno ottenuto negli anni una speciale protezione e considerazione. Molti di loro, proprio per la maestosità delle loro forme e per la caratteristica di restare presenti e imperturbabili al passaggio delle generazioni, hanno anche alimentato leggente e storie finite a pieno titolo nella tradizione popolare.

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www.wwf.it
Foto: Fabio Cianchi

I 10 ALBERI MONUMENTALI CENSITI DAL WWF

In occasione della Giornata Mondiale delle Foreste (lo scorso 21 marzo) il WWF ha voluto fare una carrellata di queste ‘sentinelle’ del territorio, per raccontare la loro storia e l’importanza del ruolo che ricoprono.

Le querce dell’Oasi fluviale del Molino Grande

Sono proprio gli alberi monumentali ad aver spinto 40 anni fa alcuni soci del WWF a lavorare per rinaturalizzare le sponde del fiume Idice. In questo modo è nata l’Oasi WWF del Parco fluviale Molino Grande in Emilia Romagna. In particolare si tratta di un lungo filare di roverelle con tronchi con una circonferenza di circa 3,5 metri.

I castagni dell’Oasi di Montovolo

Nella media valle del Reno in Emilia, per circa 80 ettari sul fianco del Montovolo si estende l’omonima Oasi WWF. Questo territorio è stato acquistato grazie a donazioni e lasciti per preservare i boschi di castagni che lo ricoprono. In particolare due di questi alberi, verso la cima del monte, raggiungono una circonferenza di circa 7,5 metri e dovrebbero avere all’incirca 350-400 anni.

I patriarchi dell’Oasi WWF dei Ghirardi 

Nelle vicinanze di Parma nella Riserva dei Ghirardi sono oltre 100 le roverelle monumentali censite. Tra queste la maggior parte ha un’età tra i 200 e i 250 anni.

I tre frati dell’Oasi WWF Guardiargia Campochiaro

Nell’Oasi WWF Guardiaregia-Campochiaro in Molise, sulle pendici di Monte Mutria, si estende una grandissima faggeta con alcuni esemplari secolari. Il più antico ha oltre 400 anni, mentre gli altri si aggirano tra i 250 ed i 300 anni per un’altezza che va dai 28 ai 32 metri.  Questi faggi sono chiamati ‘i tre frati’ a causa di una leggenda che narra dell’impiccagione di tre fratelli per furto di bestiame. Sarebbe stata la memoria di questo episodio a non far mai tagliare questi alberi, lasciando intatti attraverso i secoli.

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www.wwf.it
Foto: M. Marinelli

La grande farnia nel bosco Pantano di Policoro 

In quest’oasi in provincia di Matera sono 60 le farnie censite in un progetto di rinaturlaizzazione del bosco denominato “L’ultima foresta incantata”. Tra queste è stato rilevato un’esemplare di 20 metri d’altezza, 2,8 metri di circonferenza e circa 200 anni d’età.

Il grande ulivo di Torre Guaceto

A metà tra Valle D’Itria e Salento, si trova l’uliveto secolare diSerranova nell’oasi di Torre Guaceto. Qui prospera il Grande Ulivo del Crocifisso.  Anche in questo caso l’albero è legato ad una storia del passato che parla di un naufragio durante una tempesta e di un salvataggio miracoloso. Ancora oggi, ogni prima domenica di maggio, gli abitanti della zona tornano a portare omaggio a questo ulivo monumentale.

Gennarino, la quercia monumentale degli Astroni

Nell’Oasi WWF Cratere degli Astroni a Napoli si trova ‘Gennarino’ una quercia di 400 anni d’età. Questo gigante domina su una grande radura cosparsa di pietre pomici, che testimoniano il passato vulcanico della zona.

La grande Sughera di Burano

La regione Toscana ha posto questo albero tra le piante monumentali per il suo alto valore estetico-paesaggistico. La sua circonferenza è di 260 cm pur avendo oltre 400 anni. La scarsa crescita della circonferenza del tronco sarebbe legata alle condizioni geo-morfologiche del luogo.

Il leccione di Bosco Rocconi 

Questo leccione domina l’Alta Valle dell’Albegna, all’interno della Riserva Naturale e Oasi WWF Bosco Rocconi, nella Maremma interna. Questo albero, pur portandone i seni, è riuscito anche a sopravvivere ad un fulmine che lo ha colpito in pieno. Ha una circonferenza di 6,50 metri, con una chioma del diametro di 15 e un’altezza di 18.

Le querce secolari di Pian Sant’Angelo

L’Oasi e Monumento naturale di Pian Sant’Angelo, nel Lazio settentrionale in provincia di Viterbo conserva l’antico paesaggio agricolo del luogo, con delle lunghe siepi le grandi roverelle plurisecolari che si stagliano in mezzo ai campi.

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