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Pollock e Warhol, due icone che grazie alle due mostre allestite al Vittoriano possono essere ammirati in tutta la loro grandezza

WARHOL – Genio assoluto, capace di influenzare in modo incredibile lo stile americano e non solo, attraverso la Pop Art, di cui Warhol fu l’inventore, oltre che il massimo rappresentante. Una mostra che parte dalle origini artistiche della Pop Art: nel 1962 il genio di Pittsburgh inizia ad usare la serigrafia e crea la serie Campbell’s Soup, minestre in scatola che Warhol prende dagli scaffali dei supermercati per consegnarli all’Olimpo dell’arte. Seguono le serie su Elvis, su Marilyn, sulla Coca-Cola. L’esposizione, con le sue oltre 170 opere, vuole riassumere l’incredibile vita di un personaggio che ha cambiato per sempre i connotati non solo del mondo dell’arte ma anche della musica, del cinema e della moda, tracciando un percorso nuovo e originale che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente. Warhol lanciò nel firmamento musicale i Velvet Underground che, fino a quel momento, erano poco conosciuti fuori dalla loro ristretta cerchia.

POLLOCK – Massimo rappresentante di quello che fu chiamato action painting (pittura d’azione), Pollock rivoluzionò davvero la pittura americana, imprimendole un carattere e uno stile unico, che travalicò rapidamente i confini nazionali. Fondamentale nella sua formazione pittorica furono diverse influenze artistiche, in particolare Picasso, ma anche Diego Rivera, i grandi surrealisti europei e l’ultimo Monet, con il quale le assonanze pittoriche sono davvero impressionanti. Tutta la sua esistenza fu legata essenzialmente a una città: New York che, a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso, fu indiscutibilmente la capitale della cultura, ruolo che nell’Ottocento era stato ricoperto da Parigi. Attraverso circa 50 capolavori – tra cui il celebre Number 27, la grande tela di Pollock lunga oltre 3m resa iconica dal magistrale equilibrio fra le pennellate di nero e la fusione dei colori più chiari – colori vividi, armonia delle forme, soggetti e rappresentazioni astratte immergono gli osservatori in un contesto artistico magnifico, l’espressionismo astratto.

 

 

GLI STILI – Quella di Pollock è una pittura istintiva, immediata, violenta, sciamanica, ma mai improvvisata, anche se a prima vista può sembrarlo: alla base della sua arte c’è progettazione, ricerca della perfezione. Pollock sottolineava spesso come si sentisse appagato solo se il risultato della sua pittura fosse compiuto, armonico, in linea con quanto immaginato, studiato, ideato. L’attività artistica di Warhol conta tantissime opere, prodotte con l’ausilio dell’impianto serigrafico e divenute poi vere e proprie icone: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara e tante altre. La sua arte, che portava gli scaffali di un supermercato all’interno di un museo o di una mostra, era una provocazione nemmeno troppo velata: l’arte doveva essere “consumata” come un qualsiasi altro prodotto commerciale.

INFORMAZIONI UTILI – La mostra di Warhol è visitabile fino al 3 febbraio al costo di 13 euro (ridotto 11), quella di Pollock fino al 24 febbraio al costo di 15 euro (ridotto 13). Il biglietto congiunto Pollock – Warhol costa 24 euro.

Angela Franco