Pannofino

Nel 2015 le multe elevate contro gli utenti che non pagano il biglietto sono salite del 26%. Gli aumentati controlli, scoraggiano i “portoghesi” ed invitano gli utenti a comportamenti responsabili. Come in questo video con Pannofino.

Il giro di vite contro i cosiddetti “portoghesi” funziona. A Roma all’aumentare dei controlli, sono corrisposte più multe e maggiori incassi. Un risultato già osservato nel 2016 e ancor più evidente nei primi mesi del 2017. Viaggiare senza titolo è diventato rischioso e i romani se ne sono accorti, comprando più biglietti e facendo aumentare i ricavi aziendali.

I NUMERI  – Nel 2016 i verificatori in divisa blu sono saliti su 111.740 mila vetture. Controllati oltre 2,1 milioni di passeggeri, 55mila in più del 2015. Le sanzioni: quasi 126mila, in media cinque al giorno per agente, +26% rispetto alle quasi 100mila del 2015, +72% rispetto al 2014. Delle multe elevate, 24.918 sono state pagate entro i cinque giorni dalla contestazione (+60% sul 2015). L’incasso: oltre 1,3 milioni di euro. Ma c’è di più: l’aumento dei controlli, sottolinea Atac, “ha avuto un effetto positivo anche sui ricavi da traffico, scoraggiando molti potenziali evasori e convincendoli a comprare il biglietto”. Risultato: 5,6 milioni in più di ricavi rispetto al 2015 (+2,2%).

IL 2017– Ancora meglio nel primo bimestre 2017, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: più turni di verifica, da 4.320 a 5.202 (+20%); più passeggeri controllati, da 368.169 a 418.895 (+14%); controllori riorganizzati e dunque più efficienza (media salita da 5 a 8 multe per agente, +60%); più vetture controllate, da 19.019 a 22.883 (+20%); più multe, da 22.925 a 25.387 (+11%). E più ricavi dall’acquisto dei biglietti: +7,3%, a gennaio 2017, rispetto a gennaio 2016. Un risultato reso possibile, spiega Atac, dalle mutate “modalità operative” dei controlli: gli agenti “sono stati concentrati sulle linee dove viaggia un numero elevato di passeggeri”, aumentando il presidio “ai varchi di accesso delle metropolitane e delle ferrovie regionali ex concesse Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo”.

I PORTOGHESI – Restano comunque “rilevanti” le percentuali dei viaggiatori sorpresi senza biglietto: 6,2% su bus e tram, 2,7% sulle metro, 3,2% sulle ferrovie ex concesse. Per questo Atac lancia lo spot Non farti riconoscere, paga il biglietto, girato con la regia di Angelo Longoni e interpretato da Francesco Pannofino nei panni di un controllore. Il video andrà in onda sui monitor nelle stazioni metro, su treni e bus e sui canali social di Atac.

 

LA DOPPIA TIMBRATURA – Lo spot, commenta su Facebook la sindaca Raggi, muove “contro l’inciviltà di chi non paga il ticket di bus e metro”, marcando “l’importanza di quello che può sembrare un piccolo gesto ma che in realtà non è altro che un grande atto di rispetto verso la città e la nostra comunità” . E preannuncia: “Non finisce qui: aumenteremo sempre più il numero dei controllori e presto ci sarà nelle metro la doppia timbratura, in entrata e uscita. Partiremo entro l’anno con la metro C”. L’obiettivo, per Raggi, è “portare Roma alla normalità. E pagare il biglietto dell’autobus è una cosa normale, come pagare il caffè al bar o il biglietto del cinema”. L’Amministrazione fa la sua parte “ma serve l’aiuto i tutti i cittadini”. Serve, sottolinea la Sindaca, “un percorso di crescita culturale”. Un mutato atteggiamento, la cui “parola chiave è riprovazione sociale”: sono “i cittadini stessi” a dover “condannare l’inciviltà di chi non paga il biglietto”. Ricordando sempre che “l’Atac è di tutti e la città è di tutti”.

Redazione