Fosso Malafede valle del Risaro (3)

La Valle del Risaro, con le piogge di questi giorni, è tornata ad essere un acquitrino. Un fenomeno non occasionale,  di cui si ha notizia da cinque secoli. “E pensare che volevano interrarvi una bretella autostradale”
Lo spettacolo offerto dalla Valle del Risaro in questi giorni, è di quelli che tolgono il fiato. Per coloro che sono abituati ad attraversarla per una corsa, o una passeggiata con il cane, il colpo d’occhio è notevole. Ed anche un po’ preoccupante.

LE CAUSE DELL’ESONDAZIONE – “Ancora una volta a fronte di precipitazioni forti si, ma non eccezionali, il fosso di Malafede è esondato allagando buona parte della vallata – ricorda Marco Antonini, già Presidente del WWF Lazio –  Il corso d’acqua, equiparabile ad un fiume vero e proprio per portata, non è nuovo a queste esondazioni ed infatti nelle carte idrologiche viene definito a massima pericolosità in quanto soggetto a piene improvvise e di grande portata, piuttosto frequenti.  Tale caratteristica è dovuta alla vastità del suo bacino che sgronda le precipitazioni di buona parte del versante dei Colli Albani e di una vasta fetta di Campagna Romana”.

LE PRECAUZIONI URBANISTICHE – Come l’ex Presidente del WWF Lazio, anticipava, non siamo in presenza di un evento occasionale. “ Non a caso le costruzioni storiche come il Castello di Decima, le ville romane del territorio, il casale dell’Infermeria, il Torraccio di Decima sorgono in posizione sopraelevata sul fondovalle, con la sola eccezione del mulino fortificato al Malpasso”.

L’ANTICO PANTANO – Che la valle sia soggetta a questi allagamenti, è noto da quasi 500 anni.  Come Antonini ci spiega“ Nel suo trattato sulla caccia a Roma del 1548, Domenico Boccamazza, capocaccia di papa Leone X, descrive così la zona ‘…et si vada alla hostaria de Decimo dove e la mola et li si facci alto, poi si pigli con li Bracchi ha mano mancha, et si vada per la valle sino che si passi il pantano. Et cosi in capo del pantano se passi il fosso, et si scioglia li Bracchi in lo pantano, et questo si vuole cerchare bene…’ Parliamo quindi di una zona ricca di acque, stagnanti e correnti, anche 5 secoli fa”.

IPOTESI STRAVAGANTI – Un’ ultima battuta è riservata alle stravaganti  ipotesi ingegneristiche, che hanno interessato l’area. “ Vedendo lo spettacolo odierno il pensiero è subito corso a coloro che straparlavano di autostrade in tunnel  e di sottopassi sotto il livello ordinario del corso d’acqua, fortunatamente bloccate dai tecnici geologi della regione. Ipotizzate un eventuale sottopasso della Colombo  ricavato scavando alcuni metri sotto il livello di magra del fosso e provate ad immaginarlo con una piena di questa portata  – chiosa Antonini – senza alcun luogo dove sgrondare”. Praticamente, una trappola per topi.