jazz

Alla Garbatella uno spettacolo ad ingresso gratuito sul tema dei diritti civili. Video, foto e jazz accompagnano il reading. Appuntamento sabato 22 dicembre in vaia Genocchi 15, alla Garbatella.

“Gli alberi del sud danno uno strano frutto, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, un corpo nero dondola nella brezza del sud, strano frutto appeso agli alberi di pioppo”.

“Strange Fruit” cantava Billie Holiday per la prima volta nel nightclub Café Society di New York nel 1939. Lo “strano frutto” era il corpo di un afroamericano che penzolava da un albero. Il brano, la cui musica e il testo sono di Abel Meeropol, veicolava una forte denuncia contro i linciaggi degli afroamericani nel sud degli Stati Uniti diventando una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili.

Il tema principale del Jazz Reading in scena al Teatro Mongiovino è rappresentato dalla connessione tra arte e cittadinanza, intesa soprattutto come conquista dei diritti civili e sociali, con uno sguardo alla storia della comunità afroamericana che si riflette più attuale che mai nei conflitti della situazione internazionale odierna.

Jazz ReadingIl jazz, tra tutti i generi musicali, è fortemente connesso alle tematiche dei diritti umani perché trova le sue origini nell’espressione musicale e sociale degli schiavi africani. Si sviluppa come genere definito nella città multietnica di New Orleans, durante il periodo compreso tra la fine dell’800 e il primo ‘900, con la contaminazione di diverse influenze etno-musicali.
Allo stesso tempo il jazz travalica i confini di New Orleans e si sviluppa in tutti gli Stati Uniti come musica afroamericana, espressione costante della situazione sociale e delle lotte per i diritti civili di tutta la popolazione nera del paese, coinvolgendo anche i musicisti bianchi anti-segregazionisti.

Lo stesso jazz che si intreccia, in particolare negli anni ’50 e ’60, col movimento di liberazione degli afroamericani, venendo particolarmente influenzato attivamente dai leader del movimento dell’epoca come Malcolm X e il Black Panther Party successivamente.
Dagli anni ’60 ad oggi il jazz si internazionalizza sempre più: travalica i confini americani, viene suonato da musicisti di tutte le nazionalità e si sviluppa inglobando svariati riferimenti culturali: un vero e proprio simbolo della migrazione umana.

Musica, parole, immagini e colpi di scena per un reading ruvido, pronto a entrare in azione rappresentando sette quadri in cui i tempi di ieri dipinti di musica, parole e immagini riportano ad un presente in cui è necessario non abbassare la guardia di fronte a nuove ondate di ignoranza e razzismo.

Il racconto è affidato all’interpretazione di Alessandra Magrini, attrice, autrice, performer e attivista del panorama italiano di arte e diritti sociali che da anni porta in giro per l’Italia il progetto AttriceContro, un percorso di teatro indipendente che si sviluppa attraverso spettacoli di impatto sociale in luoghi dove in genere il teatro non arriva come fabbriche, piazze, luoghi di lavoro e connette attivamente nella narrazione le comunità e i soggetti di riferimento.
Alla chitarra Antonio Carboni, anche arrangiatore delle musiche e collaboratore al testo, al contrabbasso Luca Primo, alla batteria Gianluca Costa e altri ospiti del panorama jazz.
Con la speciale partecipazione del lavoro fotografico di Valerio Nicolosi sulla ONG Open Arms, in Siria e in molti luoghi nel mondo che lo hanno visto protagonista di importanti lavori di reportage. Collaborazione video Orama produzioni.

Il progetto, finanziato dal Municipio VIII, prevede anche il workshop gratuito “Laboratorio Solidale Attivo”: musica, parole, corpo e auto-narrazione attraverso l’improvvisazione teatrale che si è tienuto il 20 dicembre presso l’Edificio Tommaseo dell’Università di Roma Tre, via Ostiense 139. Il laboratorio è realizzato in collaborazione con l’associazione Di.Fro e lo sportello legale di orientamento ai diritti e ai servizi territoriali per migranti e richiedenti asilo, attivo presso i locali del Dipartimento di Giurisprudenza di Roma Tre ed è aperto a tutte le realtà migranti che hanno attraversato lo sportello, alla realtà universitaria e alla cittadinanza tutta.

Alessandra Magrini
L’autrice e attrice teatrale è stata per dieci anni la voce che ha portato il teatro sulle frequenze di Radiocittaperta con la trasmissione “la carriola”.
Tra i suoi lavori e spettacoli teatrali:
I fantasmi de Roma (2003);
Se questo è un operaio, viaggio nell’inferno Ilva
(2006);
Partigiane della libertà (2007);
Madama Cie (2007);
Rosso Vivo, la storia di Carla e Valerio
Verbano (2008);
La bellezza resistente (2015);
La bocca de Roma (2015);
docufilm Gli occhi di Renato (2016).