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Grazie al progetto “Big City Life” 20 artisti della Street Art hanno realizzato murales monumentali sulle facciate delle 11 palazzine di Tor Marancia

IL PROGETTO – Il “Big City Life”, iniziativa di arte pubblica partecipata per la riqualificazione urbana, culturale e sociale svoltasi dall’8 gennaio al 27 febbraio 2015 ed inaugurata il 9 marzo 2015, è il progetto che ha trasformato la borgata romana di Tor Marancia in un distretto di arte contemporanea unico al mondo. Grazie al contributo di venti artisti provenienti da diversi paesi e con la collaborazione di comunità locali, scuole e associazioni di quartiere, questa straordinaria opera di riqualificazione urbana è riuscita a far rinascere la borgata attraverso la Street Art.

GLI ARTISTI – Più di venti personalità della Street Art hanno realizzato dei murales monumentali su undici palazzine appartenenti al Comprensorio di Tor Marancia. Con oltre 700 litri di vernice e poco meno di 1000 bombolette spray, gli artisti che hanno partecipato al progetto “Big City Life”, hanno realizzato dei dipinti monumentali sulle facciate delle palazzine della borgata, creando delle vere e proprie opere d’arte. L’impressione è quella di camminare in una galleria d’arte contemporanea e visitare un “museo a cielo aperto”, come fu definito dall’ex sindaco Ignazio Marino.

LE OPERE – Belle e diverse sono le opere rappresentate sulle facciate dei muri: da “Il peso della storia” dell’artista argentino Franco Fasoli al murales “Santa Maria di Shangai” di Mr. Klevra, street artist romano, opera che raffigura una Vergine col bambino secondo lo stile iconografico bizantino. Proseguendo il tour è possibile ammirare il murales “Hic sunt adamantes” dell’artista italiano Diamond, “Humanity Constellation” del francese Baudelocque, “Veni, vidi, vinci” – volutamente scritto  in modo errato – degli artisti francesi Lek e Sowat, “Spettacolo, rinnovamento e maturità” dell’artista Gaia, “Distanza uomo natura”, il bellissimo murales di Jerico, che rappresenta due dita che cercano di sfiorarsi in un ritratto di ispirazione michelangiolesca. E molte altre sono le opere da ammirare in questo straordinario museo a cielo aperto.

IL BAMBINO REDENTORE – Da non perdere il dipinto “Il Bambino redentore” dell’artista parigino Julien Seth Malland, che rappresenta un bambino che si arrampica su una scala composta da matite colorate per guardare oltre gli edifici: il dipinto si ispira alla drammatica storia di Luca, un bambino nato e cresciuto a Tor Marancia e morto tragicamente in seguito a un incidente. L’idea del titolo è nata anche dalla forte somiglianza tra la postura del soggetto raffigurato e la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, in Brasile. La Street Art di Tor Marancia dunque ha avuto il merito di trasformare questa borgata in uno splendido centro di arte pubblica contemporanea: molti quartieri dovrebbero ispirarsi a questo modello per riqualificare e valorizzare le proprie risorse.

Angela Franco