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Bocciato il vecchio progetto dello stadio, si riparte con l’intenzione di ridurne le cubature.

Niente stadio, almeno per ora. La Conferenza dei Servizi in cui si doveva decidere il destino di Tor di Valle si è conclusa il 5 aprile. Progetto bocciato. Ed addio ai grattacieli, al business park ed al tempio del calcio giallorosso. Si ricomincia da zero. O meglio, dal 2.0. Il Movimento 5 stelle ostenta infatti fiducia per un percorso che, comunque, dovrà ripartire interamente. Il più loquace, in questa fase, è il capogruppo capitolino Paolo Ferrara. “Voglio rassicurare investitori e tifosi: lo stadio della Roma si farà. E si farà con cubature dimezzate, sarà più ecosostenibile e le opere pubbliche saranno realmente garantite. Questa è la realtà dei fatti. E noi ci impegneremo affinché l’iter sia il più breve possibile. L’esito negativo della conferenza dei servizi – ha aggiunto Ferrara (M5s) – era scontato”. L’interesse a realizzare lo stadio della Roma a Tor di Valle, rimane. E, come i pentastellati ricordano, sarà uno #StadioFattoBene. Anche se il progetto ancora non esiste. Intanto un salvagente potrebbe arrivare dal Governo nazionale. Nella maglie della “manovrina” correttiva da 3.4 miliardi, c’è spazio anche per una modifica della legge sugli stadi. Un piccolo contributo alla causa che renderebbe più agevole l’investimento di quanti, con l’impianto sportivo, puntano a realizzare anche cubature con differenti destinazioni d’uso. Archiviato definitivamente il capitolo “torri di Libeskind”, resta da comporre un nuovo quadro. La palla è nelle mani del M5s.

CUBATURE – Tra le bozze della manovra di Governo c’è spazio per una revisione della legge sugli stadi

VINCOLO – Resta da risolvere la questione sollevata dalla Soprintendenza. Scopri i dettagli su La Lente Web