Cedri del Libano

Tutti le manutenzioni che necessitano gli alberi del quadrante di Spinaceto, Tor de’ Cenci e Tre Pini, secondo le valutazioni di un esperto.

LA QUESTIONE POTATURE – Sull’onda emotiva di quanto successo a Piazza Cina, dove sono stati drasticamente mutilati degli imponenti Cedri del Libano, ci siamo posti un problema. Ci siamo chiesti cioè se la “capitozzatura”, ovvero la potatura che vien fatta sopra il punto d’intersezione del tronco con i rami, sia la strada maestra da seguire per la manutenzione delle piante. O se, viceversa, esistano modalità più adatte a preservare la salute degli alberi e la sicurezza dei residenti.


LA PAROLA ALL’ESPERTO – L’attenzione si è focalizzata sul quadrante Spinaceto-Tor de’ Cenci-Tre Pini. Perché è particolarmente ricco di essenze arboree e perché i residenti, da tempo, stanno chiedendo all’amministrazione locale di intervenire nella loro manutenzione. Per venire a capo della questione, ci siamo rivolti a Marco Antonini, già Presidente del WWF Lazio e memoria storica del quadrante. Ne è derivato una sorta di vademecum, che integralmente riprendiamo.

Robinie (Robinia pseudoacacia): sono presenti sia come spontanee sia come alberature stradali. Queste ultime hanno la caratteristica di essere alberature a “scadenza”, nel senso che hanno vita piuttosto breve in quanto spesso innestate con evidenti neoplasie nel punto di innesto che mina la resistenza meccanica, ma anche soggetti a frequenti carie dovute alle capitozzature. Inoltre essendo dotata di spine è specie non adatta alle alberature stradali, come ad esempio quelle di via Avolio, via di Mezzocammino  o quelle nei pressi del ponte della villa romana. La soluzione che si propone è quella dell’abbattimento e sostituzione con specie meno problematiche.

Tigli (Tilia sp) di via Eroi di Cefalonia: è vero che il tiglio essendo un albero di seconda grandezza non è adatto ad essere piantato su di un marciapiede così stretto. Tuttavia ora gli alberi ci sono e sono anche bellissimi, quindi occorre gestirli al meglio senza dissanguare le casse pubbliche. Per una  gestione ottimale sarebbe necessario programmare una spollonatura da attuarsi due o tre volte durante il periodo vegetativo, in modo da eliminare l’ingombro sul marciapiede. Per la chioma, essendo ben formata, non occorre alcun intervento se non qualche piccolo taglio di eventuali rametti troppo bassi. Se si ravvisasse la necessità di aumentare la superficie calpestabile, potrebbe essere presa in considerazione l’allargamento del marciapiede.  
Lecci (Quercus ilex) di via Eroi di Rodi: anche qui non occorre alcun intervento drastico, ma solo una periodica eliminazione di rametti troppo bassi che ingombrano il marciapiede.

Pini (Pinus pinea) dei parchi campagna: qui la situazione è un po’ più complessa in quanto molti pini piantati con un sesto di impianto non adeguato negli anni ‘70, presentano molto seccume, ed occorrerebbe una rimonda su tutte le piante.  Diverse piante sono inclinate per traumi subiti negli anni per cui servirebbe una valutazione VTA dei singoli esemplari.

Pruni da fiore (Prunus cerasifera var. pissardi):  si tratta dei pruni a foglia rossa, decorativi ma inadatti all’habitat urbano e che si continua erroneamente a piantare (vedi recentissime piantumazione mercato Tor de Cenci). Si tratta di una specie critica, in particolar modo per l’abbondante produzione di frutti che imbrattano i marciapiedi causando spesso traumi da caduta per le persone anziane; inoltre vanno soggetti a gommosi per asfissia radicale e numerose infezioni fungine che ne minano la stabilità, causando frequenti cadute, poco dannose per le dimensioni contenute. Andrebbero abbattuti e sostituiti con specie non problematiche e ugualmente decorative, come ad esempio è stato parzialmente attuato a via Rotellini con il pero da fiore sterile (Pyrus calleryana ‘Chanticleer’), con ottimi risultati.

Pioppi (Populus nigra, canescens, x canadensis): nati spontaneamente in diversi punti vanno monitorati ma non capitozzati, come accaduto nei pressi di via Gigliozzi, in quanto tale trattamento accentua la pericolosità o provoca la morte degli esemplari. Il maestoso esemplare di Populus nigra  ed il vicino boschetto di via del Risaro, ovviamente non vanno assolutamente toccati, anzi al contrario andrebbe ripristinata la recinzione danneggiata.  

Eucalipti (Eucalyptus camaldulensis): in diversi punti del municipio esistono filari o alberi isolati di eucalipto. Specie problematica per l’habitat urbano, a causa delle caratteristiche fisico-meccaniche del tronco e della sua altezza che lo rende inadatto alla città, andrebbe valutati singolarmente.   

Marco Antonini