PREVENZIONE

Buon vicinato e comportamenti virtuosi, sono il miglior deterrente contro l’iniziativa criminale. In un’intervista esclusiva il Criminologo Caccetta spiega anche perchè le ronde sono del tutto inefficaci.

Ci sono sempre tanti cittadini, agli incontri di formazione tenuti dal dottor Francesco Caccetta. Il programma denominato “Controllo del Vicinato”, da quando è approdato nel Municipio IX, ha raccolto ampi consensi. Segno che il problema dell’insicurezza sociale, da Fonte Laurentina a Torrino Mezzocammino, è molto avvertito. Ma anche che piacciono le soluzioni individuate. Piace, probabilmente, la schiettezza del criminologo. Come anche la possibilità di fare rete, riappropriandosi del territorio, attraverso la riscoperta della comunità locale. Un tema caro a La Lente.

“Dottor Caccetta, il programma di cui è cofondatore, fa spesso riferimento al recupero delle relazioni di buon vicinato. Viene da pensare che, l’aumento di episodi criminali, sia direttamente proporzionale al venire meno dei legami comunitari”
“E’ esattamente così. Ma non siamo noi a sostenerlo, poichè vi sono teorie sociologiche abbastanza corroborate, il cui portabandiera era Robert Putnam, che parlano della reciprocità generalizzata. Incaricato di fare una ricerca sulle regioni italiane, tirò fuori quella che era la caratteristica del nostro Capitale Sociale, ovvero un insieme di valori condivisi che caratterizzano un gruppo. Al venir meno del Capitale Sociale, corrisponde un allentarsi delle maglie nella rete di relazioni. E lì s’inserisce il pericolo di penetrazione di fenomeni criminali. In altre parole, più le persone si isolano, è più diventano vittime”.

Affrontare il fenomeno con gli strumenti della sociologia, consente al criminologo di individuare le falle del sistema sociale, provando ad individuarne i rimedi. “Cosa bisogna fare dunque, per riannodare i fili di questa rete? E soprattutto, cosa bisogna fare, per contrastare l’escalation micro-criminale?
“Bisogna fare tre cose. Dobbiamo recuperare la coesione sociale. Dobbiamo rieducare i cittadini, insegnando loro ad eliminare le vulnerabilità ambientali e sociali. E dobbiamo addestrarli a fare segnalazioni qualificate alle forze dell’ordine. Sul piano delle vulnerabilità, dobbiamo considerare che ormai il cittadino delega per qualunque cosa, anche in tema di sicurezza. Per questo si chiede una maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle strade. Però bisogna anche cominciare a chiedersi perchè il ladro scelga proprio me. Non bisogna guardare ai furti dal punto di vista emozionale, quanto piuttosto dal punto di vista del ladro stesso. Banalizzando, se io lascio la porta di casa aperta o il pc sul sedile dell’auto, divento un bersaglio facile. Nel mio libro ‘L’occasione fa bene al ladro’, e durante gli incontri organizzati dai referenti del Controllo del Vicinato, spiego come fare ad eliminare tutta una serie di vulnerabilità”.

C’è un altro argomento che chiediamo di sviscerare al criminologo. “Ma se il problema è quello della delega, e se dunque è necessario puntare sulla partecipazione, perchè il Controllo del Vicinato sconsiglia il ricorso alle ronde?”
“Cosa fa una ronda? Passa in una strada e, quando l’ha finita di percorrere, è di nuovo vuota. In quella strada però ci vivono molti cittadini che, attraverso particolari chat, possono segnalare ciò che vedono restandosene a casa e senza correre dei rischi. Invece le ronde agiscono in maniera pericolosa, in primis per chi le fa. Rappresentano una risposta di pancia. Nascono perchè c’è qualcuno che, cavalcando un’onda emotiva, organizza queste aggregazioni improvvisate. In realtà sono anche disciplinate sul piano normativo, ma per molte ragioni un prefetto difficilmente le autorizza”. Quindi sono sostanzialmente inutili, se non dannose. Meglio il Controllo del Vicinato.

Fabio Grilli

 

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