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mercoledì, 27 Gennaio 2021

Sette pensieri per sette Pianeti – Oltre il sistema solare: l’ultima frontiera

La Nasa ha dato notizia di una delle scoperte più importanti degli ultimi anni.Per questo motivo la rubrica di questa settimana, non si spingerà oltre i confini nazionali, ma oltre quelli del Sistema Solare.

LE SETTE SORELLE – Lo scorso lunedì la Nasa ha annunciato una conferenza stampa straordinaria durante la quale avrebbe dato notizia di una scoperta ‘al di là del Sistema Solare’. Per i tanti cresciuti a pane e fantascienza il pensiero per i successivi due giorni è stato solo uno: primo contatto. La speranza di una prova incontrovertibile che non siamo soli nello sterminato universo è stata in parte disattesa, ma quello che il team di scienziati internazionali ha potuto osservare attraverso un telescopio in Cile, è comunque una tra le scoperte più importanti degli ultimi anni.

TRE PIANETI SPECIALI – Sette pianeti che orbitano attorno ad una stella nana chiamata Trappist-1 a 39 anni luce dalla Terra. Fin qui non sembra nulla di strano, gli scienziati infatti ipotizzano che quasi tutte le stelle abbiano satelliti o planetoidi che orbitano attorno a loro, ma quello che ha immediatamente destato l’attenzione degli scienziati è la posizione di tre dei sette pianeti. Questi infatti si trovano ad una distanza dalla loro stella chiamata ‘’fascia di abitabilità’, che permette di avere una temperatura sulla superficie che oscilla tra 0 e 100°, rendendo possibile la presenza di acqua allo stato liquido e quindi la vita.

COME SONO STATI SCOPERTI? – L’osservazione dei pianeti è avvenuta in maniera indiretta. Praticamente ciò che il telescopio del team internazionale misura è la variazione di luce della stella al passaggio di un altro corpo celeste. In molti ricorderanno il transito di Venere davanti al sole di qualche tempo fa. Molti di noi si sono procurati lenti speciali e hanno potuto osservare un puntino nero che pian piano attraversava la nostra stella. Lo stesso fenomeno, analizzato con i mezzi degli astronomi, permette di misurare la grandezza del corpo celeste e persino la sua distanza dalla stella.

MA ALLORA CI SONO GLI ALIENI? – Purtroppo dobbiamo raffreddare gli animi degli appassionati di fantascienza più sfegatati (compreso me). Per ora, oltre a non esserci stato nessun primo contatto, non c’è nemmeno la certezza che questi tre pianeti possano ospitare la vita. L’unica cosa che sappiamo è che alcune delle condizioni necessarie per farlo sono presenti. Ad esempio non conosciamo nulla della loro atmosfera, elemento imprescindibile per ospitare la vita così come noi la conosciamo.

QUANDO SI PARTE? – Anche qui dobbiamo deludere molti lettori. La possibilità che un astronauta raggiunga il Sistema di Trappist-1 per il momento è veramente remota. Dobbiamo infatti pensare che l’oggetto più veloce lanciato nello spazio è la sonda Voyager, impegnata al momento a superare i confini del Sistema Solare. Questo meraviglioso strumento viaggia ad una velocità di circa 30 chilometri al secondo, cioè un decimillesimo della velocità della luce (che è pari a quasi 300.000 km al secondo). Tenete presente che l’anno luce è una misura di spazio e non di tempo, e rappresenta la distanza percorsa dalla luce nell’arco di un anno terrestre, questa è pari a circa 9.460.000.000.000 chilometri (provo anche a scrivervelo: novemilaquattrocentosessanta miliardi di chilometri). Moltiplicate quel numero per 39 ed avrete una distanza non percorribile con la tecnologia attuale: circa 378mila miliardi di chilometri. Bisognerà aspettare ancora parecchio, ma l’osservazione dei tre pianeti continuerà con strumenti sempre più accurati.

MA SIAMO SICURI CHE NON CI POSSIAMO ANDARE? – Ancora non siete convinti? Bene ritorniamo alla splendida sonda Voyager che fino ad oggi ha percorso 20,6 miliardi di chilometri. Una distanza incredibile, ma che in realtà è pari a solo 0,002 anni luce. Inoltre non possiamo dimenticare di dire che la sonda è partita dalla Terra nel 1977. Anche se domani si scoprisse il modo di raggiungere la velocità della luce, servirebbero comunque 39 anni per andare e altrettanti per tornare, troppi per una sola vita umana.

MA SE SU QUEI PIANETI CI FOSSE QUALCUNO? POSSIAMO INVIARGLI UN MESSAGGIO? – La possibilità di inviare un messaggio c’è, e sicuramente verrà tentata. Ma anche in questo caso i tempi non sono brevi. Se inviassimo una comunicazione verso Trappist-1, con la tecnologia attuale, arriverebbe a destinazione all’incirca nel 2057. Sperando che ci sia qualcuno su quei pianeti, e che abbia la tecnologia per captare il nostro segnale e soprattutto per interpretarlo, una eventuale risposta potrebbe arrivare nel 2097. Sempre ipotizzando un pari livello tecnologico. Più affascinante è l’ipotesi che sui pianeti che orbitano attorno alla stella nana ci sia una civiltà più evoluta di noi, e che ci abbia già individuato da tempo. Se avessero in comune con noi la stessa curiosità che ci spinge a fare nuove scoperte, magari potrebbero aver già inviato un segnale verso la Terra. Potrebbe essere stato lanciato centinaia di anni fa senza essere recepito dalla nostra tecnologia, oppure potrebbe essere partito il 26 febbraio del 1978, poco dopo la nostra Voyager, e domani potremmo avere tutte le risposte che cerchiamo.

Leonardo Mancini

 

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