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giovedì, 15 Aprile 2021

SEMENZAIO DI SAN SISTO: Un orto dalle mille sorprese

Un orto ricco di piante e alberi da visitare nel cuore di Roma, con un chiostro a sei arcate situato all’interno del convento

LA STORIA – Nel 1810 il prefetto napoleonico De Tournon avviò il progetto di un semenzaio per la produzione di piante per i nuovi viali e parchi pubblici di Roma. Il luogo prescelto fu la vallata delle Camene, tra le pendici occidentali del Celio e le Terme di Caracalla. Il terreno era attraversato da un corso d’acqua, “Rivo dell’Acqua Mariana”, che entrava a Roma da Porta Metronia, attraversava l’area del semenzaio facendo girare le mole dei mulini ad acqua, Mola di San Sisto Vecchio e Molella, costruiti lungo il suo corso, per poi gettarsi nella valle verso Circo Massimo fino al Tevere. Più volte abbandonato e ripristinato, dal 1926 sarà definitivamente restaurato dall’ architetto Raffaele De Vico per la riqualificazione del verde urbano di Roma.

L’ORTO – Il parco occupa una grande superficie: viali con piante provenienti da varie parti del mondo, serre e l’arancera con facciata monumentale neoclassica. Qui si coltivano le azalee che ogni anno vengono esposte sulla scalinata di Trinità dei Monti. Il piccolo orto botanico ospita piante provenienti da tutto il mondo ed è situato tra le Terme di Caracalla, Villa Celimontana e Porta Metronia: vi si trovano alberi esotici come la jacaranda dalla splendida fioritura violacea, le erythrina crista galli dal caratteristico fiore rosso corallo a cresta di gallo o la rara chorisia speciosa dalla spettacolare fioritura autunnale di colore violaceo screziato. L’arboreto del parco comprende, tra gli altri, esemplari di liquidambar, ginkgo biloba e podocarpus neriifolia che crescono accanto ad alberi europei come il leccio, la roverella e la sughera. E’ presente anche un palmeto che ospita le varietà di questa pianta esistenti anche nei giardini e nelle piazze della città: phoenix, chamaerops, l’altissima washingtonia tipica della California, la brasiliana butia capitata e la rara trithrinax argentina.

IL CHIOSTRO – Molto interessante è, infine, il chiostro del convento, a pianta quadrata, con lati di sei arcate a tutto sesto rette da pilastri. La stessa divisione si ripete anche nel secondo ordine dove le arcate, tamponate, sono occupate da finestre moderne. Le pareti delle gallerie hanno le lunette decorate con Storie della vita di S.Domenico, realizzate da Andrea Casale nel Settecento. Sotto i portici sono conservate alcune parti decorative dell’antica chiesa paleocristiana, come archi e colonne con tanto di capitelli originali. Il cortile interno è tenuto a giardino e nel centro vi è posto un caratteristico pozzo. L’area dove un tempo era situato l’orto delle suore Domenicane oggi è occupata dal Semenzaio Comunale, che provvede  tra l’altro al rifornimento di alberi, piante e fiori per le “aree verdi” della città. In quest’area, inoltre, si possono osservare due torrette medioevali, prive di merlatura e con ingresso sopraelevato: si tratta delle fortificazioni costruite sulle due mole (a difesa, quindi, delle attrezzature e delle granaglie conservatevi all’interno), qui poste per utilizzare la forza motrice di un fiumicello, oggi scomparso, che qui transitava, ovvero la Marrana di San Giovanni.

Angela Franco

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