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La scuola si prepara al ritorno con la didattica in presenza previsto per settembre, anche se restano aperti molti interrogativi sulla gestione della situazione

LA RIAPERTURA – Il Ministero ha pubblicato l’ordinanza con la quale indica la data del 14 settembre per l’inizio delle lezioni dell’anno scolastico 2020/21. Le regioni hanno però deliberato in maniera autonoma, nel rispetto della previsione dei 200 giorni di lezione. È stato definitivamente sottoscritto il protocollo d’intesa per garantire la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid 19. Resta confermato, ad oggi, l’utilizzo della mascherina – tranne per gli alunni minori di 6 anni e per gli alunni diversamente abili la cui disabilità non è compatibile con l’uso continuativo della mascherina stessa – anche quando si è seduti al banco dove non è possibile il distanziamento di un metro.

PROTOCOLLO DI SICUREZZA – Il Comitato Tecnico Scientifico non ha reputato opportuna la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso né per gli alunni, né per il personale, ma non potrà accedere alla scuola chi manifesta sintomatologia respiratoria o temperatura corporea oltre i 37,5°C. La mensa sarà assicurata prevedendo differenti turni tra le classi. Ove i locali mensa non siano presenti o vengano “riconvertiti” in spazi destinati ad accogliere gruppi/sezioni per l’attività didattica ordinaria, il pasto potrà essere consumato in aula garantendo l’opportuna aerazione e sanificazione degli ambienti e degli arredi utilizzati prima e dopo il consumo del pasto. E’ già stata avviata la somministrazione dei test sierologici al personale scolastico e l’assenza in caso di esito positivo sarà assimilata alla quarantena, con le tutele del caso.

REFERENTE COVID – Così come segnala il documento redatto dall’Istituto Superiore di Sanità, ad ogni scuola verrà chiesto di nominare un referente Covid-19, che farà da anello di congiunzione con le Asl e verrà formato sulle procedure da seguire. Al referente saranno segnalati i casi di alunni sintomatici. Inoltre, il suo compito sarà quello di controllare eventuali “assenze elevate” (sopra al 40%) di studenti in una singola classe. In caso di alunno sintomatico il docente avvisa il referente scolastico per il Covid-19, il referente chiama i genitori dell’alunno, il minore viene portato in una stanza di isolamento in compagnia di un adulto con mascherina di protezione.

GESTIONE DEI FOCOLAI – Se l’alunno risulta positivo al virus scatterà la quarantena per chi ha avuto contatti con lui nelle ultime 48 ore, sia compagni di classe che docenti. Una volta avvisati i genitori del ragazzo dal referente Covid, questi ultimi lo porteranno a casa e avviseranno il medico e pediatra di famiglia. Successivamente il medico avviserà la Asl e verrà effettuato il tampone. Se il tampone è positivo il referente scolastico fornirà alla Asl i nomi di alunni e docenti che sono stati a contatto con il sintomatico 48 ore prima dell’insorgere dei sintomi. La classe e i docenti saranno messi in quarantena per 14 giorni dal giorno dell’ultimo contatto con l’alunno, le aule saranno sanificate. L’alunno risultato positivo al test potrà tornare in classe solo dopo la guarigione ovvero dopo due tamponi negativi a distanza di 24 ore. Se a presentare i sintomi dell’infezione fosse un docente o un operatore scolastico, dovrà obbligatoriamente indossare la mascherina e allontanarsi in maniera autonoma dalla struttura scolastica. A quel punto la procedura sarà la stessa: dopo aver avvisato il medico di famiglia verrà sottoposto a tampone. In caso di esito positivo, verranno allertate tutte le persone venute in contatto con il paziente e scatterà la quarantena.

Angela Franco