vitello maremmano

La Maremma è stato il nostro west, la terra promessa, terra amara però. Da domare, ma una volta domata avrebbe dato da vivere. E così partivano ragazzi da ogni luogo dell’Italia Centrale, dove la vita era difficile.

MAREMMA IERI E OGGI – Lasciavano le loro case e andavano verso ovest a cercare fortuna in quelle paludi, a lavorare nella bonifica, a lavorare nelle miniere, a coltivare i campi, a cacciare cinghiali, a trasformarsi in butteri e domare mandrie e poi sfidare per batterlo pure Buffalo Bill e il suo circo di cow-boy americani. Oggi la Maremma è una bella terra, una terra come ce ne sono tante nell’Italia Centrale con la sua bella campagna, i prodotti tipici, la natura a portata di mano recintata nel Parco dell’Uccellina. Una terra torturata da un progresso che la vuole appetibile al turista, allo straniero in cerca di tranquillità.


IL PAESAGGIO IN BIANCO E NERO – A me piace soprattutto in inverno quando i turisti sono pochi e rispettosi, quando “il mare d’inverno è solo un film in bianconero visto alla tv”, come recita una bella canzone scritta da Enrico Ruggeri e portata al successo da Loredana Bertè. Perché certe volte in inverno il paesaggio sembra in bianconero, è quasi monocromatico. Le onde sbattono sulla sabbia, trascinano rami secchi bianchi e levigati che li trovi accatastati tra la duna e il mare, a volte incastrati a formare ripari di fortuna,

L’INVERNO ED IL CARAVAGGIO- Bello il mare di Maremma in inverno, con le spiagge punteggiate dalla presenza di poche persone: pescatori, gente a passeggio che sa godere del primo sole del mattino, gli animali, caprioli e cinghiali che ti attraversano la strada, improvvisi appaiono scompaiono nella pineta. Di pomeriggio con le belle giornate le spiagge si riempiono di gente che viene a godersi il tramonto, che infuoca tutto, dal mare alle pinete e in una di queste pinete sul mare ci trovò la morte Michelangelo Merisi, il Caravaggio, c’è un monumento tra i pini …

CLAUDIO TESTA