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San Pietro Infine era un borgo medievale alle pendici del Monte Sammucro, paese tranquillo, di gente contadina. Oggi, dopo la devastante esperienza della Seconda Guerra Mondiale, è un museo a cielo aperto.

UN PAESINO TRANQUILLO – Nel 1940 scoppia la guerra partono i ragazzi, verso terre lontane, ma la vita prosegue tranquilla. I padri continuano a lavorare nei campi le madri fanno maglioni da mandare ai figli per proteggerli dagli inverni al fronte.I bambini continuano le loro scorribande sulla piazza, il parroco ogni domenica chiama a raccolta i fedeli nella chiesa di San Michele sopra le case di pietra viva.

LA LINEA GUSTAV – La guerra che sembrava lontana però irrompe improvvisa, i tedeschi si trincerano, costruiscono la Linea Gustav, sono intenzionati a resistere fino all’ultima cartuccia, piazzano ragazzi giovanissimi in buche nascoste tra la vegetazione sui fianchi della montagna, addestrati a sparare ma non a ritirarsi per salvarsi la vita, se gli Alleati vogliono superare la linea devono passare sui loro cadaveri. Il paese viene occupato, i tedeschi sono duri, urlano, parlano una lingua gutturale, parole secche, ordini da eseguire e basta, non si discute.

SOTTO LE BOMBE – Parte della popolazione abbandona il paese, molti restano, non vogliono abbandonare quelle poche cose che hanno. Nel pomeriggio del 7 dicembre 1943 inizia il bombardamento, gli alleati fanno cadere sul piccolo borgo tonnellate di bombe, gli abitanti si rifugiano nelle Grotte portandosi dietro poche cose e lì hanno vissuto per settimane. Intanto il paese, la scuola la chiesa le case crollavano sotto le bombe. Poi arrivarono gli americani e con loro c’era un giovane regista, John Houston che dopo aver filmato gironi di battaglie rimase colpito dalle condizioni della popolazione uscita dalle grotte.

UN MUSEO A CIELO APERTO – Oggi San Pietro Infine è un museo a cielo aperto, con un centro visite allestito dal mago di Hollywood, Rambaldi, negli anni sessanta fu il set di un capolavoro cinematografico di Mario Monicelli; La grande Guerra.

Claudio Testa