Riserva Decima Malafede

Una vallata che appare incontaminata cela in realtà un bosco invaso dalle carcasse di vecchi elettrodomestici e telai meccanici. Una discarica che stride con la bellezza della Valle di Perna.

LA VALLE DI PERNA – A pochi chilometri dal traffico della via Pontina, esiste un luogo che sembra sospeso nel tempo. Percorrere la strada sterrata che da Spinaceto conduce verso la Valle di Perna, equivale infatti compiere un piccolo viaggio nel passato. Qui si trova uno dei luoghi più apprezzati della riserva di Decima Malafede. Un’area in difesa della quale hanno combattuto generazioni di cittadini. Uno scrigno di biodiversità e, sorprendentemente, di rifiuti.

 

UNO SCRIGNO DI BIODIVERSITA’ – Superata la collina dova ha sede la cooperativa Agricoltura Nuova, punto d’eccellenza dell’agricoltura biodinamenica del Lazio, è possibile visitare quel che resta di un paesaggio antichissimo. E solo parzialmente modificato dall’uomo. Come viene ricordato nelle bacheche disseminate lungo il sentiero, nella zona sono ancora presenti mammiferi come il tasso, la volpe, il cinghiale. I boschi della riserva di Decima Malafade, si legge in uno di questi cartelli, costituiscono una delle più grandi foreste planiziali del Mediterraneo.

 

I RIFIUTI ABBANDONATI – Nel bosco di querce caducifoglie, oltre al picchio rosso ad ai cerri, albergano strane presenze. Sono appena percettibili dal sentiero, ma addentrandosi per la ripida scarpata, è possibile osservarli da vicino. Con orrore abbiamo così verificato la presenza di moltissimi elettrodomestici abbandonati. Sono in buona compagnia, in quanto nel bosco non mancano vecchi sanitari ed addirittura il telaio di una moto. Muovendo la terra con la punta dello scarpone, abbiamo inoltre notato  molti rifiuti plastici, nascosti sotto un sottile strato di foglie. Una sorpresa amarissima, della quale avremmo volentieri fatto a meno.

Fabio Grilli