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Fino al 30 ottobre resterà aperto uno dei monumenti più antichi del culto cattolico del Foro Romano, la chiesa di Santa Maria Antiqua, che ospita la mostra “Tra Roma e Bisanzio”

LA STORIA – Situata ai piedi del Palatino, nella zona considerata sede del Tempio di Augusto e più recentemente datata all’epoca di Domiziano, la chiesa di Santa Maria Antiqua rappresenta il monumento cristiano più antico e importante del Foro Romano. Costruita dai Bizantini alla metà del VI secolo, la chiesa venne abbandonata tre secoli dopo a causa del terremoto dell’847 e dimenticata. Sui ruderi venne costruita nel XIII secolo una piccola chiesa, poi riedificata nel 1617 col titolo di Santa Maria Liberatrice. Fu riscoperta circa mille anni dopo da Giacomo Boni, che demolì la chiesa edificata e restaurò gli affreschi, una raccolta di intonaci decorati sovrapposti con tracce di pitture romane.

I RESTAURI – Nel 1984 sono iniziati i recenti lavori di restauro, mirati a eliminare le infiltrazioni, rinforzare il tetto, la terrazza e gran parte degli infissi, per renderli impermeabili e proteggere gli affreschi restaurati. Nel 2011 sono proseguiti i lavori, che hanno risanato tutti gli affreschi della chiesa e ricollocato al suo posto la parte bassa della parete meridionale, staccatasi nel 1947 e nel 1954 a causa dell’umidità e conservata nell’Antiquarium forense di Santa Maria Nova. Alla collaborazione con l’Università della Tuscia si deve il restauro recente dei cinque sarcofagi romani interni alla chiesa e in futuro è previsto il restauro dell’atrio. L’apertura eccezionale della chiesa, dopo 36 anni, sarà accompagnata dalla mostra, “Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio”.

 

GLI AFFRESCHI – All’interno della chiesa sono ancora visibili numerosi affreschi dipinti tra la metà del VI e del IX secolo: rivestono particolare importanza perché vi si può ammirare la prima rappresentazione della Madonna in trono conosciuta. Inoltre questi affreschi rappresentano un documento fondamentale per la conoscenza della pittura bizantina, dal momento che dopo la crisi iconoclasta del 726 non sopravvissero opere risalenti a quel periodo. Sono inoltre stati riportati alla luce l’icona della chiesa oggi presente a Santa Maria Nova, busti dei personaggi dell’epoca, quattro dei dieci mosaici dell’ex oratorio di Giovanni VII, video multimediali che ricostruiscono le decorazioni parietali e altro.

LA MOSTRA TRA ROMA E BISANZIO– Eccezionale testimonianza dello sviluppo della pittura romana e di tutto il mondo greco-bizantino altomedioevale iconoclasta, la mostra presenta numerosi dipinti testimoni del rapporto tra Roma e Bisanzio. Particolarmente ben conservato è il ciclo dedicato al martirio dei santi Quirico e Giulitta, che decora quasi integralmente la cappella di Teodoto. Del momento pagano si riconosce un intonaco dipinto, mentre al periodo della fondazione della chiesa risale l’immagine della Maria Regina, una Madonna in trono con il Bambino adorata da un angelo, sino ad arrivare a un frammento con la testa di un padre della Chiesa.

INFORMAZIONI UTILI – L’ingresso al Foro Romano, che dà accesso anche alla visita della chiesa di Santa Maria Antiqua, costa 12 euro intero e 7,50 ridotto.

Angela Franco