CRACK PUNTI VERDE

L’origine e gli sviluppi di uno del programma dei Punti Verde Qualità. Le cifre impressionanti ed i possibili danni ancora da quantificare. Impossibile continuare a far finta di niente.

IL MECCANISMO – I Punti Verde Qualità sono delle aree verdi pubbliche, di proprietà del Comune di Roma, che sono state assegnate a titolo gratuito e temporaneamente ad imprenditori privati al fine di consentire la realizzazione di strutture ludico, sportive, ricreative, nonché piccole attività commerciali. Gli imprenditori affidatari delle concessioni hanno la disponibilità dell’area verde comunale per una durata di 33 anni: in cambio della manutenzione delle aree verdi gli imprenditori privati hanno la possibilità di realizzare e gestire le attività commerciali del Punto Verde Qualità.

LA GENESI DEL DISSESTO – L’origine di tutti i problemi deriva dal fatto che il Comune di Roma ha fatto da garante agli investimenti realizzati dai privati sulle aree verdi di proprietà dello stesso Comune di Roma, concedendo una garanzia pari al 95% dell’importo finanziato dalle banche per la costruzione dei Punti Verde Qualità. Tra gli anni 1999 e 2009 il Consiglio comunale di Roma ha deliberato all’unanimità la concessione di fideiussioni per ben 600 milioni di euro. Pertanto, gli investimenti sono stati realizzati su aree pubbliche con il capitale privato, ma le banche hanno erogato ingenti finanziamenti ai concessionari con la garanzia al 95% del Comune di Roma.

Questa è l’origine di uno dei più grandi scandali finanziari della storia del Comune di Roma.

IL DANNO AMBIENTALE – Le conseguenze del crack dei Punti Verde Qualità rischiano di essere devastanti anche sotto il profilo ambientale per almeno 4.100.000 mq di aree verdi pubbliche di Roma, pari a 410 ettari. Le aree interessate interessano sono equivalenti all’estensione di Villa Ada, pari a 160 ettari, di Villa Borghese, pari a 80 ettari e di Villa Doria Pamphili, pari a 184 ettari. A dire il vero, viste le premesse, non bisognava essere dei geni per ipotizzare il rischio di truffe e crack per il Comune di Roma.

I DATI UFFICIALI –  Le fideiussioni effettivamente rilasciate dal Comune di Roma, quali risultano dal Bilancio previsionale 2017/2019 del Comune di Roma, ammontano a 390.366.622,85 euro. La Relazione dei Revisori del Comune di Roma (Oref) al Rendiconto 2013 parla di un ammontare di sinistri in essere per le fideiussioni concesse pari a 128.874.592,31 euro.

CIFRE DA CAPOGIRO – La Relazione del Responsabile dell’ufficio Punti Verde Qualità del Comune di Roma del 4 giugno 2014 afferma che i mutui incagliati per i quali le banche hanno richiesto l’intervento a garanzia dell’amministrazione comunale ammontano a 233 milioni di euro, ma la cifra è destinata a crescere ulteriormente, senza considerare l’enorme danno ambientale dovuto alla cementificazione ed al successivo abbandono delle aree verdi pubbliche. L’Autorità Nazionale Anticorruzione, con Parere del 04/11/2016, AG 80/15/AP, afferma che “l’Ufficio di scopo evidenzia le criticità sotto il profilo finanziario che costringono, attualmente, il Comune ad esposizioni debitorie per oltre € 550.000.000,00 a favore dei concessionari e loro aventi causa..”.

Si tratta di cifre impressionanti, che non necessitano ulteriori commenti.

PROSPETTIVE FUTURE –  Ormai la situazione è esplosa e non si può continuare a fare finta di niente, bisogna avere il coraggio di affrontare il grande tema delle aree verdi evitando di far precipitare ulteriormente la situazione…Inoltre occorre fare attenzione che l’eventuale riqualificazione delle aree verdi abbandonate non si trasformi in un’occasione per approvare eventuali ulteriori interventi edilizi, di natura meramente speculativa.

Federico Siracusa