2 anni di storia

Un anno e mezzo di commissioni, sit-in e proposte. Il Coord. dei Comitati di Quartiere del IX Municipio racconta una vicenda che sta facendo dormire notti insonni a molti cittadini che hanno già riscattato i propri immobili.

Il Coordinamento dei CdQ del Municipio IX nel mese di marzo 2016 ha presentato le prime tematiche affrontate alla cittadinanza ed al Consiglio Municipale, al Presidente ed agli Assessori. Tra queste ha inserito la vicenda scoppiata a seguito della sentenza di  Cassazione a Sezioni Unite, n. 18135/2015, con la quale la Corte  ha messo definitivamente la parola fine alla speculazione sulla vendita e sugli affitti di alloggi edificati su suoli espropriati dal Comune di Roma e poi concessi in proprietà o in diritto di superficie per 99 anni ed ha evidenziato che “la funzione sociale dell’edilizia residenziale pubblica non può terminare al momento della prima assegnazione”.

A seguito del nuovo intervento della Corte le  vendite  degli immobili in edilizia agevolata e convenzionata sono state tutte bloccate dai notai roganti e molte di esse stanno saltando, con gravi danni economici ai cittadini che avevano in totale buona fede sottoscritto i preliminari di compravendita e ciò anche in quanto da settembre si è in attesa della delibera risolutiva (non può in tal senso definirsi tale la delibera n.33 del 2015) per l’eliminazione dei vincoli relativi al prezzo massimo di cessione già gravanti sugli alloggi realizzati in aree P.E.E.P. (Piano Edilizia Economica Popolare).

Il Coordinamento dei CdQ del Municipio IX ha prima sollecitato la detta delibera, poi ha svolto un presidio cittadino lo scorso 7 aprile per sbloccare la situazione. Successivamente in data 2 maggio si è recato in Segretariato  Generale unitamente ad alcuni cittadini per far presente la gravità della situazione in essere e la delicatezza del momento per tante famiglie romane, ricevendo rassicurazioni dal Vice Segretario Generale, Dott.ssa Turchi, che la delibera che consente di procedere all’affrancazione dal prezzo massimo di cessione sarebbe stata firmata dal Commissario Straordinario entro breve.

La firma è arrivata il 6 maggio, e la delibera immediatamente esecutiva è stata pubblicata venerdì 13 maggio sull’albo Pretorio del Comune.

Nonostante la pubblicazione della delibera 40/2015 e delle successive delibere di Giunta esplicative, la problematica delle affrancazioni è rimasta un fronte aperto.

Allo stato sono state presentate 2.155  domande ed al momento sono state stipulate unicamente n. 21 convenzioni integrative di affrancazione alla data del 31 gennaio 2017.

Il Coordinamento dei CdQ del Municipio IX fin dal mese di settembre 2016 ha iniziato a frequentare le commissioni urbanistiche di Roma Capitale, portando di volta in volta, insieme agli altri cittadini presenti, ad esame varie problematiche all’attenzione dei politici e degli Uffici, riuscendo ad ottenere l’inserimento  sul sito Istituzionale le seguenti informazioni in modo da dare dati certi ed univoci: stato di avanzamento delle pratiche in lavorazione  con annessi numeri di protocollo cosicché chiunque abbia interesse e abbia presentato domanda possa capire i tempi, almeno orientativi, in cui arriverà la lettera dal Comune e gli importi delle convenzioni integrative già concluse al fine di valutare nei singoli piani di zona un valore orientativo di affrancazione; l’inserimento nelle delibere esecutive di nuovi criteri di urgentazione quali separazione e divorzio. L’esclusione per i piani inseriti nella delibera 40/2016 ma realizzati in base all’art. 11 della legge 167/62 dall’obbligo di affrancazione.

Si è poi richiesto di sanare la situazione di irregolarità amministrativa in cui versa Roma Capitale  rispetto ai tempi di risposta alle istanze cittadine in base a quanto previsto dalla  L. 241/90, anche attraverso il potenziamento delle risorse umane dedicate allo smaltimento delle pratiche di affrancazione; di fornire i dati delle tabelle dei Prezzi Massimi di Cessione degli alloggi, considerando che allo stato risultano presenti solo quelli riguardanti n. 14 Piani di zona su 118, nonchè di rivedere i costi di affrancazione di ogni singolo PdZ anche in base alle possibili applicazioni dei coefficienti di riduzione previsti dalla legge, affinché siano ridotte le somme ingenti chieste ai cittadini.

Con riferimento a quest’ultimo aspetto il prossimo venerdì 17 febbraio si è tenuta una commissione a porte chiuse per esaminare la possibilità unitamente all’Avvocatura Capitolina di un riesame della delibera 40/2016.

Carla Canale