Pioppo monumentale

I pioppi dell’Agro romano sono tracce di un passato che resiste ai cambiamenti. La loro presenza, a pochi chilometri dal Raccordo Anulare, rappresenta un monito. E ci aiuta a non dimenticare.

Siamo “nei tre giorni della Merla” qui lungo il confine ultimo tra agro e urbano tra i quartiere Fonte Laurentina, Tor Pagnotta 2 e Casal Fattoria, nella vecchia Tenuta dei Casali di Tor Pagnotta, fa molto freddo anche se le giornate, dopo Sant’Antonio, si stanno allungando.

IERI: Siamo nel Casale ai margini di Rio Pedroso e mentre la massaia Arduina prepara la cena, Quinto, Il Capoccia, davanti al camino scambia due chiacchiere con il suo vicino Giacomo il Cantoniere.

E’ inverno e si parla dei lavori che il contadino e il cantoniere devo effettuare nei prossimi giorni tempo permettendo. Il Cantoniere è andato da Quinto per chiedergli aiuto per potare il filare di Gelsi bianchi e Gelsi neri che si trovano nelle vie laterali della Laurentina. Sono stati utilizzati nel passato per l’allevamento del baco da seta. In cambio Giacomo propone di dare una mano a ripulire l’argine del Rio Pedroso lungo il filare dei grossi Pioppi. per evitare esondazioni sul podere di Quinto.Quei Pioppi, spogli in inverno, sono veramente imponenti. Forniscono preziosa legna e funghi pioppini agli abitanti dei Casali. Ma non solo. Lì, sotto all’albero più monumentale vi è un tesoro enorme per tutta la Comunità: una fonte d’acqua.

Parlando di alberi Giacomo ricorda che come andrà in fiore il vecchio Mandorlo del casale di Giuseppe la primavera sarà vicina e che le querce di Tor Chiesaccia sono quasi pronte per la raccolta del sughero. Quinto però ancora prima di pensare ai tanti lavori primaverili è preoccupato perché deve ancora iniziare a potare la sua vigna. Arduina intanto porta ai due uomini per scaldarsi due ciotole di vino caldo con pere volpine. Sono state raccolte lungo le scarpate in autunno e fatte maturare sotto la paglia.

 

OGGI: La Comunità qui nella tenuta non è più formata da Contadini, Mezzadri, Cantonieri, Fattori, Vaccari, Operai agricoli, Trattoristi ma da cittadini che abitano un quartiere di circa 10.000 abitanti. Ma non tutto è perduto della vecchia tenuta.

I Casali ancora ci sono, molti sono ormai ruderi, qualcuno è ristrutturato ma tutti sono abbandonati. Le 20 grandi vigne non ci sono più anche se in prossimità del Parco Pontecorvo sopravvive un antico vitigno la cui origine resta incerta. Poi, guardando bene lì a Parco Campagna tra i nuovi alberi piantati (Pini, Sughere, Lecci) molti dei quali già secchi sono sopravvissute tre pere selvatiche:sono le pere volpine oggi classificate come “Frutti dimenticati” . Inoltre il vecchio Mandorlo al Casale Pontecorvo è stato graziato ed è sempre lui che ai nuovi abitanti della tenuta annuncia con la fioritura la primavera. Fortunatamente anche la Sughereta di Tor Chiesaccia, anche se ridimensionata, ancora oggi regala le sue ghiande ai suini , non più ai maiali dei contadini ma ai cinghiali introdotti.

A Via Cuppari sopravvivono invece una decina di gelsi e a Tor Pagnotta 2 un filare di Eucalipti usati per bonificare e come frangivento. Ma ciò che è rimasto intatto sono loro, i Pioppi Monumentali di Rio Pedroso. Si trovano sotto le scuole medie ed il suo esemplare più maestoso è custode delle vecchia fonte. Le sue dimensioni sono impressionanti, ormai ha raggiunto un diametro di 6 metri e un’altezza di circa 30. La vecchia tenuta se si guarda bene tra i palazzi c’è sempre, anche se queste piante sopravvissute hanno sicuramente ancora bisogno di Giacomo il Cantoniere, Quinto il mezzadro e Arduina la Massaia.

Maurizio Romano

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