La Sughera

La secolare Sughera di Fonte Laurentina aveva un triplice impiego: forniva ghiande per i maiali, legna per scaldarsi e sughero dalla corteccia. Oggi rimane a memoria di un passato che si vorrebbe preservare.

UNA QUERCIA SECOLARE – Lungo il confine ultimo dell’Agro Romano meridionale, subito a ridosso degli ultimi palazzoni del quartiere Fonte Laurentina e a pochi metri dalla Torre medievale (Tor Chiesaccia) svetta imponente una secolare Sughera Madre (Quercus suber) in un boschetto di circa 70 querce più giovani. Ha un tronco imponente caratterizzato da un grosso nido di formiche rosse e da profonde cicatrici dovute alla raccolta da parte degli abitanti di queste terre antiche del sughero maschio e del sughero femmina.E’ una specie sempreverde della famiglia delle Fagaceae. Originaria dell’Europa sud-occidentale e dell’Africa nord-occidentale è da tempi remoti naturalizzata e spontanea in tutto il bacino occidentale del mar Mediterraneo.

PREGI DELLA PIANTA – Aveva per i Mezzadri dell’Agro-romano un triplice impiego e di conseguenza era importante per l’economia familiare nei periodi di carestia: Le ghiande per i maiali, la legna per scaldarsi e la corteccia veniva asportata e venduta per la produzione di tappi da sughero. Il primo sughero prodotto dalla pianta è detto sughero maschio perché molto spesso e rugoso e con poco valore (utilizzato come materiale isolante) , dopo il suo taglio la pianta produce sughero detto femmina perché più regolare che viene raccolto poi ogni 9-12 anni e rappresenta un sughero di prima qualità (utilizzato per i tappi di bottiglia).

UN SIMBOLO DA VALORIZZARE – Questa nostra grande quercia non è semplicemente una pianta secolare, ma il simbolo di un popoloso quartiere che reclama da tempo maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Gli abitanti di queste terre di confine, vogliono che il riscatto di quest’area ormai martoriata dal cemento e dalle micro discariche abusive, parta proprio dalla valorizzazione di quel fazzoletto di terra che da secoli ospita la Quercia Madre con i suoi figli più giovani.

I TESORI DA CUSTODIRE – Oltre all’imponente albero, si chiede di preservare una Torre ed un serbatoio di acqua Medievale , un antico Casale ormai abbandonato, un importante fiumiciattolo dal nome Sud Americano “Rio Pedroso” e un parco Campagna che stà nascendo. La riscoperta, la valorizzazione e la salvaguardia di questo imponente esemplare di Quercus suber ormai è diventato un obiettivo importante per molte associazioni di quartiere, che organizzando passeggiate in giro per l’Agro, sostano spesso sotto le sue fronde. Lasciandosi andare ai racconti ed alle memorie di un passato che, la nostra Sughera, può ancora testimoniare.

Maurizio Romano

Gelsi bianchi e neri

 

 

LE PIANTE DELLA MEMORIA: Il Gelso Nero ed il Gelso Bianco. Per saperne di più clicca qui.