Forno comune

Il forno comune, antico protagonista nella vita dell’Agro romano, è tornato. Le famiglie degli “Orti Custodi” l’hanno acceso dopo una lunga attesa, usando la stessa pasta madre dei loro nonni.

OGGI – Siamo ad Aprile qui nell’Agro-romano meridionale, nelle campagne lungo il Confine Ultimo tra agro e urbano. Nella vecchia Tenuta di Tor Pagnotta, dove oggi sorgono i quartieri di Fonte Laurentina, Tor Pagnotta 2 e Casal Fattoria, c’è una trepidante attesa. Dopo 40 anni, si aspetta la riaccensione del Forno Comune.

IERI – Nella Tenuta dietro il Casale del Mezzadro, sotto una tettoia facente parte del corpo centrale del caseggiato c’era un forno. Si trovava a metà strada tra la stalla e il ricovero mezzi, e comunicava con una porticina con il corridoio della grande cucina vi era il Forno. Era un forno speciale , un forno di tutti , un forno che stava lì solo in mezzo alla campagna. Un forno che veniva acceso la Domenica e tutte le massaie della zona con i loro impasti di lievito madre partivano dai casali lì intorno e andavano a fare il pane per tutta la settimana. In poche parole era un forno Condiviso/ Comune, dove oltre a fare il pane si scambiavano farine e chi aveva pasta madre debole la rafforzava con quella dei vicino. Inoltre a fine infornata con il forno ancora caldo si cuoceva la “pasta al forno” fatta con farina dei propri campi e uova d’oca.

LA PASTA MADRE – I Quartieri della Tenuta hanno nuovamente il Forno Comune e si trova lì tra gli orti custodi dell’Agro-romano meridionale, in mezzo alla campagna. E’ stato voluto fortemente dalla Paste Madre. E’ sopravvissuta sia alla fine della Mezzadria ( 1974) che alla cementificazione dell’agro, trasformato in tristi quartieri di periferia. Nell’ultimo anno Lei ha girato come un anima in pena, aspettando il montaggio e la riaccensione del forno di aggregazione, ricostruito da 40 famiglie del quartiere dell’Associazione i Casali della Memoria.

OTTANT’ANNI DI STORIA – La Pasta Madre , memoria storica di profumi e saperi di queste antiche terre. Ormai ha quasi 100 anni e dalla Bonifica degli anni ’30 ogni settimana viene rinfrescata dagli Ultimi Custodi della Tradizione dell’Agro-romano Meridionale. Oggi è tornata e le famiglie hanno nuovamente infornato il pane. Le mamme si sono alzate di domenica alle 6 per impastare, i bambini , ma anche molti adulti, per la prima volta nella loro vita hanno sentito il profumo del pane da pasta madre, gli anziani hanno raccontato vecchie storie, i papà si sono preoccupati delle teglie di pasta al Forno per il pranzo della domenica da cuocere a legna. Il confine ultimo tra agro e urbano ha nuovamente il suo forno di aggregazione e il profumo del pane.

Maurizio Romano