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Al museo di Roma in Trastevere è presentato un reportage fotografico di Valerio Bispuri che parla di paco, una droga devastante nata in Sudamerica 

LA MOSTRA – Il reportage fotografico di Bispuri, su cui l’artista romano ha lavorato per quattordici anni, descrive gli effetti devastanti di una droga terribile, in contemporanea con un altro lavoro fotografico dal titolo Encerrados , che documenta il viaggio in 74 carceri sudamericane. Paco è una droga che si è diffusa a partire dagli anni ’90 nei quartieri più poveri di Buenos Aires – le villas – e da lì ha raggiunto le periferie di tutto il Sudamerica. Paco è scarto, è refuso, è pessima qualità a basso costo – 50 pesos, circa due euro, per dose -, è quello che rimane della cocaina, che è più raffinata e destinata solo ai mercati europei e nordamericani.

IL PERCORSO ESPOSITIVO – Il reportage di 40 fotografie documenta gli effetti di una droga  estremamente nociva, ottenuta con gli scarti della lavorazione della cocaina, miscelati a cherosene, colla, veleno per topi o polvere di vetro. I giovani, che sono i consumatori più assidui, arrivano ad aver bisogno di assumere fino a venti dosi al giorno di paco con conseguenze devastanti, poiché la droga crea immediata assuefazione. L’effetto di una dose dura dai cinque ai dieci minuti, ma l’orgasmo iniziale è di appena pochi secondi. Subito dopo i muscoli si irrigidiscono, il volto si deforma e il corpo implora un’altra dose. E poi un’altra, e un’altra ancora.

 

L’ARTISTA – Valerio Bispuri è nato a Roma nel 1971, fotoreporter professionista dal 2001, collabora con numerose riviste italiane e straniere, tra cui la Repubblica, Internazionale, Paris Match, Stern e El Pais. Ha realizzato reportage in Europa e Medio Oriente, ma è in America Latina che Valerio ha lavorato e lavora da tempo. Nei suoi lunghi viaggi tra Argentina, Brasile, Perù, Colombia e Paraguay, condividendo la quotidianità̀ dei consumatori di paco, è riuscito a entrare bendato, per non riconoscere i luoghi, nelle cocinas dove la droga dei poveri viene prodotta. Ha potuto seguire da vicino le vite distrutte di chi ne fa uso, delle loro famiglie, ritraendole in immagini che somigliano a terra di penitenza, a morte precoce, al volto disumano della povertà e dell’abbandono.

INFORMAZIONI UTILI – La mostra sarà esposta al museo di Roma in Trastevere fino al 25 febbraio, da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00, chiuso lunedì. La biglietteria chiude alle ore 19.00: il biglietto intero costa 6 euro, ridotto 5.

Angela Franco