La Nuvola di Fuksas è stata realizzata con l’obiettivo di diventare un centro congressi all’avanguardia, con una vastissima capienza, una delle maggiori d’Europa

L’EDIFICIO – Nata per essere il nuovo Centro Congressi, la Nuvola è stata inaugurata nel 2016 per ospitare convegni, esposizioni, mostre, spettacoli. Così su un’area di circa 55000 mq si sviluppa l’intera opera: una teca poligonale in vetro, acciaio e pietra contiene al suo interno la Nuvola, fulcro dell’intero progetto, collegata alla teca per mezzo di passerelle sospese e tramite lo “scafo”, la struttura portante principale: la contiene, la avvolge, lasciandola quasi sospesa. Realizzata in acciaio e con un telo semi trasparente in fibra di vetro microforata appare come un organismo impalpabile, inconsistente ma reale proprio come una nuvola: al suo interno, una grande e mirabolante sorpresa, un auditorium di 1850 posti.

LA STRUTTURA – Il nuovo centro congressi è costituito da tre elementi distinti: il seminterrato, la “Teca” e la “Nuvola“, l’albergo La “Lama”. Nella parte interrata trovano posto l’ingresso principale, l’area informativa, un ampio congresso, la sala espositiva, il parcheggio, le sale riunioni e gli uffici. E’ la Teca, però, a catturare realmente l’attenzione. Essa è un vero involucro, interamente realizzato in acciaio, vetro e cemento armato, che racchiude il cuore pulsante dell’edificio. Il guscio è una doppia facciata con vetro extrachiaro esternamente e vetro con sistema solare a fattore cellulare internamente. È soprattutto durante le ore serali che le vetrate trasparenti incantano i passanti, regalando la vista di un’opera d’arte insolita: una nuvola galleggiante.

L’AVANGUARDIA  – La creazione impalpabile di Fuksas sorprende anche per l’approccio eco-compatibile e l’avanguardia tecnologica, oltre che costruttiva. Il sistema di condizionamento è costituito da una pompa di calore reversibile, dal ridotto consumo elettrico, ma notevolmente performante. L’acqua del lago Eur viene adoperata per il sistema di ventilazione naturale ed, infine, l’impianto fotovoltaico in copertura rende autosufficienti gli edifici. L’architetto ha sfruttato anche l’acqua piovana, convogliandola e filtrandola in serbatoi di accumulo, da cui può, a sua volta, essere pompata al sistema idrico. Gli spazi interni riprendono il concetto di flessibilità funzionale e degli ambienti che Renzo Piano e Rogers sperimentarono nel Centre Pompidou a Parigi. Allo stesso modo, gli ampi interni liberi possono essere divisi mediante un sistema di pareti mobili e adattati alle diverse esigenze.

Angela Franco