Cantoniere

Al centro della rotatoria “Scalella”, in via Laurentina, è stata recentemente abbattuta un’antica casa cantoniera. Storia e leggenda si fondono nel racconto degli ultimi cantonieri dell’Agro romano. 

Nella Casa Cantoniera, lungo il confine tra agro-romano e agro-pontino, è gennaio. Fa freddo e non c’è più nessuno a riscaldare il cammino. Un tempo che ormai appare lontano, le sue braci ardevano. E servivano a riscaldare gli ultimi cantonieri, impegnati nella manutenzione di quelle strade.

IERI –  Le due famiglie che abitano nella casa cantoniera, strette intorno al grosso camino della cucina, passano la serata insieme. Si dedicano “alla veglia” come si dice da quelli parti. La prossima settimana sarà Sant’Antonio (17 gennaio) e tutti i contadini festeggeranno l’ amato Santo, il protettore dei loro animali. Per questo saranno indaffarati e non potranno aiutare, come di solito fanno in inverno, a tener pulite le strade.

Il Cantoniere più anziano lo sa bene. Per questo, sorseggiando il suo bel bicchiere di vino e rintuzzando il fuoco, inizia a parlare:  Per questa settimana dobbiamo iniziare a pulire i canali di scolo della Laurentina, lasciando stare le strade di campagna perché sia i veneti della Bonifica (agro-pontino) che i “marchisciani” del Principe ( i mezzadri dei casali dell’agro-romano) sono impegnati nelle loro faccende.  Tanto le strade vicinali ( allora sempre sterrate ) con questo freddo saranno poco battute da Barrocce e Vignarole. Dedichiamoci alla Laurentina, che c’è da pulire i canali e sistemare qualche buca.

Il più giovane dei cantonieri riflette pensieroso: “certo che il nostro è ‘un bel mestiere’. Abbiamo uno stipendio da dipendente, ci gestiamo il lavoro,  ci spettano ferie e malattia… e invece i nostri amici mezzadri non hanno diritto a nulla. Devono solo lavorare per dividere con il Principe. Poi però, se non ci riescono, si devono pure indebitare, Fa freddo, e devono lavorare. E’ giusto quindi che si riposino un po’ con le loro famiglie, almeno fino ai Tre giorni della merla ( 29, 30 e 31 gennaio).

OGGI: I Cantonieri non ci sono più in quel tratto di strada e la Casa Cantoniera li all’incrocio  è stata buttata. I Cantonieri sono ormai considerati superlui e la casa, inutilizzata, è divenuta fatiscente. Sembra un paradosso.  Percorrendo quel tratto di Laurentina non si direbbe: tutte le strade di campagna che vi si irradiano, sono infatti disseminate di immondizia non differenziata. I canali non vengono manutenuti, la segnaletica sembra spesso da interpretare. Oggi ci sono le macchine che puliscono e tagliano e per i grossi lavori basta fare una Gara di Appalto. O almeno così dicono.

Rimangono però gli abitanti di quelle stradine. Ormai sono asfaltate ma piene di rifiuti. Un tempo i contadini potevano aiutare i cantonieri. Oggi è vietato dare una mano nei lavori. Ma chi ancora vive in quelle stradine prova comunque a farlo. Cerca di contrastare quanti lanciano i sacchi d’immondizia. Si tenta anche di evitare il ripetersi degli incidenti stradali. In cambio però, si  ottengono modernissimi autovelox e gare d’appalto che troppo spesso saltano. A differenza dei cantonieri, che erano sempre presenti e pronti ad intervenire.

GIACOMO E GINO – Dedico questo mio articolo agli ultimi due Cantonieri (credo si chiamassero Giacomo e Gino) che hanno abitato quella Casa Cantoniera e a ricordi che hanno lasciato a tutti i bambini della zona che hanno giocato lì davanti quel caseggiato.
Naturalmente lo dedico anche a tutti gli abitanti attuali di quel tratto di Laurentina che mi hanno dato lo spunto per scrivere questo mio racconto.
Per chi invece ha elogiato la demolizione dico che vorrei come di incanto il ritorno dei Cantonieri nell’Agro-romano.

Maurizio Romano

mucca parlante

 

SANT’ANTONIO ABATE: Un giorno di festa per tutti gli animali. Per saperne di più clicca qui.

 

 

 

i giorni della merla

 

I TRE GIORNI DELLA MERLA…La leggenda servita in tavola. Per saperne di più clicca qui.