"Dustheads" (1982) by Jean-Michel Basquiat is shown in this undated handout photo released to the media on May 15, 2013. It is estimated at $25,000,000 to $35,000,000. Source: Christie's Images Ltd. 2013 via Bloomberg

Fino al 30 luglio sarà ospitata al Chiostro del Bramante la mostra di uno dei più popolari esponenti del graffitismo americano, che è riuscito a portare l’arte dei graffiti dalla strada alle gallerie d’arte

LA MOSTRA – Circa 100 i lavori esposti, tra olii, acrilici, disegni, alcune importanti collaborazioni con Andy Warhol, serigrafie e ceramiche, opere realizzate tra il 1981 e il 1987 tra le più rappresentative della sua produzione, tutte provenienti dalla Mugrabi Collection, una delle raccolte di arte contemporanea più vaste al mondo. Un arco di tempo in cui si dipana quasi tutta la turbolenta e sofferta parabola artistica ed esistenziale del pittore americano, uno degli artisti più popolari dei nostri tempi. A quasi trent’anni dalla morte, avvenuta nell’agosto del 1988, i suoi lavori e il suo linguaggio continuano ancora oggi ad affascinare il pubblico di tutto il mondo.

L’ ARTISTA – Apparso con lo pseudonimo di SAMO, Basquiat comincia proprio con il graffitismo che abbandonerà ben presto diventando, a soli 20 anni, una delle stelle nascenti più celebri e celebrate nel mondo dell’arte. Le sue opere attingono alle più disparate fonti, i suoi mezzi espressivi creano un linguaggio artistico originale e incisivo, che punta ad una critica durissima delle strutture del potere e dell’ideologia razzista. Orgoglioso delle sue origini afro-americane, Basquiat infonde nelle sue opere quel carattere drammatico, quell’energia e quella determinazione di denuncia sociale, che aprirà una strada alle future generazioni di artisti neri.

LO STILE – La sua produzione sintetizza astrattismo e figurativismo neoespressionista, la sua febbrile e incessante ricerca produce opere dal tratto talvolta viscerale, tribale. Utilizza la pittura, ma soprattutto la scrittura, una presenza costante nelle sue opere, che spesso ne costituisce il tessuto. Basquiat ha usato e trasformato la parole in contesto come segni grafici e significanti – come versi che risuonano al ritmo del suo battito interiore. Sue muse ispiratrici erano la musica – che non abbandonerà mai e che sarà sempre presente nei suoi dipinti – e ancora l’arte greca, romana, africana.

INFORMAZIONI UTILI – L’ingresso alla mostra è previsto da lunedì a venerdì alle 10.00 – 20.00 /, Sabato e Domenica 10.00 – 21.00 e la biglietteria chiude un’ora prima. Il biglietto intero costa 13 euro e ridotto 11.

Angela Franco

Foto: WideWalls