Ombre

La musica è un’immagine fatta suono. Anzi, una  serie di immagini che arrivano alle orecchie, rapidissime. Questa volta la rassegna è dedicata ai Jazzisti di Spinaceto che,  in improvvisati spazi di periferia, traducono le immagini in musica.


IL NON LUOGO – La periferia è un brutto luogo per vivere. mica la periferia fatta di villette, casette a schiera, parchi, gente che corre la domenica mattina, no. Io parlo della periferia fatta di palazzoni, di stradoni, di gente che esce di mattina torna di sera dorme e poi esce di nuovo. Luoghi dimenticati dove non succede nulla di importante, ogni tanto qualche fatto di cronaca, oppure un regista famoso ci fa un giro in Vespa. Ma per il resto la periferia è un non luogo identico in qualsiasi città, in qualunque parte del mondo.

LA CULTURA IN CANTINA – Chi vive in periferia sa di essere tagliato fuori dalla vita culturale, artistica della città. Sa che per vedere un concerto, un film deve andare in centro.  Sa che l’estate sotto casa non succede nulla, se non qualche iniziativa sporadica messa in piedi da appassionati, un cineforum, uno spettacolo teatrale, un concerto  organizzato in spazi di fortuna, tra la sede di un gruppo d’acquisto ed un centro sociale. Come quando arrivano a Spinaceto gruppi come Jom Jazz On Monday e Jazz in Cantina.

L’IMMAGINE FATTA SUONO – Questa volta ho voluto dedicarmi a loro, che portano il Jazz in cantina. Ho voluto fotografare i suoni, carpire le note che escono dalle corde pizzicate, dai fiati, dalle tastiere. Rendere immagine la percussione di una batteria, perché musica e fotografia hanno molte cose in comune. La composizione ad esempio. Il rispetto di certe regole che a volte sembrano esistere per essere infrante, il ritmo, improvvisazione.  La musica è un immagine fatta suono, una serie di immagini che arrivano alle orecchie, rapide rapide. E allora buon ascolto. O meglio, buona visione.

Claudio Testa