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martedì, 19 Gennaio 2021

INCENDIO a POMEZIA: Ecco quali sono le conseguenze

Le chiusure precauzionali delle scuole, i rilevamenti dell’Arpa, le rassicurazioni della Sindaca Raggi e le coltivazioni danneggiate. Facciamo un po’ di chiarezza sulle conseguenze dell’incendio.

L’incendio che venerdì 5 maggio ha devastato il sito di stoccaggio per rifiuti Eco X, è stato impressionante. Quarantotto ore dopo, domate le fiamme, si vive ancora in un clima d’irrequietezza. Le indicazioni arrivate dalla Città Metropolitana, l’ordinanza del Sindaco Fucci, le informazioni diffuse sul sito di Roma Capitale e sulla pagina facebook della Sindaca, si sono affastellate. Proviamo a fare chiarezza.

LA ZONE PIU’ COLPITA – Poiché l’incendio si è sviluppato al km 33 di via Pontina, il centro più colpito è stato evidentemente quello di Pomezia. Il sindaco pontino Fabio Fucci, in conseguenza del grave episodio, ha firmato un’ordinanza con cui si dispone, nei giorni di lunedì 8 e martedì 9, la chiusura di tutte le scuole di Pomezia. Il provvedimento serve a consentire “operazioni di pulizia straordinaria che dovranno interessare aree eventualmente esposte alla ricaduta da combustione. Tali operazioni dovranno essere assicurate a cura dei soggetti responsabili delle strutture”. Il primo cittadino di Pomezia, ha inoltre disposto il divieto “nel raggio di 5 chilometri dal luogo dell’evento, della raccolta vendita e consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati; del pascolo, dell’utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dall’area interessata e del mantenimento al chiuso degli animali da cortile”. Con l’ordinanza viene raccomandato a quanti risiedono nelle zone circostanti l’origine dell’incendio “per un raggio di 2 Km di mantenere la chiusura delle porte e finestre delle abitazioni e delle attività commerciali, industriali e di servizi, al fine di prevenire un possibile passaggio di inquinanti”.

LE RASSICURAZIONI – Anche la Capitale è stata investita delle conseguenze del grave incendio. Particolare apprensione è stata vissuta tra i residenti del Municipio IX, il cui territorio confina proprio con la città di Pomezia. La Sindaca Raggi ha fatto sapere che “stiamo continuando a monitorare la situazione dopo l’incendio. Al momento – ha scritto domenica sulla propria pagina facebook – gli ultimi dati sulla qualità dell’aria non rilevano criticità e sono tutti nella norma. Vorrei tranquillizzare i cittadini: secondo l’Arpa Lazio nell’aria non ci sono sostanze inquinanti o pericolose per la nostra salute”. Come la Sindaca ha poi spiegato “Sono state analizzate con particolare attenzione le concentrazioni misurate presso le stazioni Ciampino, Cinecittà e Fermi, le aree più vicine al luogo dell’incendio. Risultato: non sono stati evidenziati picchi di concentrazione di ossidi di azoto, di polveri o di benzene. Abbiamo comunque invitato l’Arpa Lazio a comunicare tempestivamente l’evolversi delle condizioni”. In assenza di ulteriori specificazioni, resta la proposta avanzata all’Arpa di “predisporre una centralina mobile in zona Spinaceto”, il quartiere romano più popoloso sulla via Pontina.

PRODOTTI A RISCHIO – Sul confine tra Roma e Pomezia non mancano le aziende agricole. Dunque è bene fare chiarezza anche sulle conseguenze che l’incendio al sito dell’ECO X, ha sulla produzione agro-alimentare. Come ricordato nell’ordinanza del Sindaco di Pomezia, “Nel raggio di 5 chilometri dal luogo dell’evento, è vietata la raccolta, la vendita ed il consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati”. Fuori da quel perimetro ideale, la situazione sembra sotto controllo. “Fatta eccezione per le poche realtà produttive insediate nella circoscrizione dei 5 chilometri – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Lazio David Granieri – da oggi possiamo escludere, grazie alle analisi eseguite dalle autorità sanitarie e ambientali, ogni qualsiasi rischio di contaminazione dei prodotti provenienti dal resto del comprensorio”. Una buona notizia, per i consumatori ma anche per i tantissimi produttori che lavorano nelle campagne pontine.

Fabio Grilli

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