“Se li gljorni de la merla voli passà…..pane, pulenta, porcu e focu a volontà” (Se i giorni  freddi della merla vuoi passare….pane, polenta, carne di maiale e fuoco a volontà).


UN MOMENTO DI QUIETE – Siamo a fine gennaio, nei giorni più freddi dell’anno, secondo la leggenda popolare nei  “Tre Giorni della Merla”. La campagna è ferma, gli orti a riposo, gli animali in stalla e la famiglia del contadino dopo le fatiche del maiale, è chiusa in casa attorno al fuoco. Si raccontano storie di guerra, fiabe , aneddoti , avventure e naturalmente antiche leggende popolari.  Attorno al camino, mentre la massaia gira la polenta,  il Capoccia costruisce saggine e sorseggia un bel bicchiere di vino, con i bambini impauriti dal gran freddo e dai venti di Maestrale che di notte non  li fanno dormire  e racconta  la leggenda dei tre giorni della Merla, cioè dei tre giorni più freddi dell’inverno ( 29-30 e 31 gennaio).

LA LEGGENDA – “La merla, candida e bianca ed i suoi piccoli, stavano volando ormai allo stremo della resistenza. Già più volte avevano cercato riparo senza successo e stavano ormai soccombendo al gelo implacabile. D’improvviso mamma merla vide un fumo nero salire da un camino e decise di condurre i suoi piccoli in quella direzione, in cerca di un po’ di calore. . Finalmente in un caldo rifugio la merla riuscì così a salvare la famiglia, Ne uscirono il  1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.”

LA FINE DEL FREDDO – La stanza è buia e i bambini aspettano la cena , la massaia a bassa voce sospira   “Se i giorni della merla son caldi , la primavera arriva tardi. Allegri quindi che   la primavera quest’anno anticipa”. La polenta, con sugo di costolette di maiale   viene stesa  sulla tavola e si inizia a mangiare . Ed è allora che  il Capoccia della famiglia,  ricorda ai bambini che tra qualche giorno (il 2 febbraio) sarà la festa  della Candelora. E  “Quanno viè la Candelora – sanno bene anche i più piccoli – da l’inverno sémo fóra”.

Maurizio Romano