Tensostruttura Fitarco

L’unico luogo d’aggregazione per il quartiere è rappresentato dal parco di Pontecorvo, sulla cui manutenzione molti cittadini hanno avuto da ridire.

C’è un’associazione a Fonte Laurentina che da anni sta cercando di sottolineare un evidente paradosso. La zona, ultimo lembo dell’Agro Romano prima dell’anello anulare, un tempo ricca di casali e terreni, oggi ne risulta pressocchè priva. A dire il vero vi sopravvivono ancora due strutture. Una è rappresentata dal “Casale Berardinelli” che la Consulta della Disabilità vorrebbe fosse assegnato ad un’Associazione per farne una fattoria sociale. “E poi c’è il casale della Fitarco” come lo definiscono i residenti. Si trova nella parte interna al parco di Pontecorvo, a ben vedere, l’unico spazio aggregativo della zona. “Noi non siamo per niente contento di com’è stata gestita quell’area verde negli anni – ci ha spiegato il Presidente del CdQ Alessandro Recine – è un polmone importante,una valvola  di sfogo per i nostri figli, per questo ci teniamo. Eppure non viene manutenuta come dovrebbe, nonostante i nostri sforzi per segnalarlo. Ci siamo anche rimboccati le maniche come cittadini,  per sistemarla”. Una soluzione ammirevole ma che nel medio e lungo termine rischia di non risultare troppo sostenibile. “C’è poi solo un’altra struttura nel quartiere – continua Recine – che potrebbe divenire un luogo di aggregazione importante, oltre al casale: la tensostruttura della Fitarco”. Per ora, però, vi vengono organizzate iniziative sportive e sporadicamente aventi culturali che non sembrano soddisfare in alcun modo le istanze che arrivano dal quartiere. E l’esigenza di spazi aggregativi, con il progressivo popolamento di Tor Pagnotta 2, rischia di diventare ancor più pressante. E comprensibile.