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Ecco la selezione di film e musical da non perdere durante le feste natalizie: ce ne sono di tutti i tipi per grandi e piccini

MARY POPPINS – Fino al 6 Gennaio al teatro Sistina va in scena il musical di maggior successo delle ultime stagioni teatrali. La magica storia della tata più celebre del mondo arriva finalmente a Roma in uno show fatto di incredibili effetti e coinvolgenti coreografie, ma soprattutto canzoni indimenticabili come “Supercalifragilistichespiralidoso”, “Cam caminì”, “Com’è bello passeggiar con Mary” e “Un poco di zucchero”. La versione teatrale di Mary Poppins è un riadattamento dei meravigliosi racconti di P.L. Travers e dell’amato film di Walt Disney con Julie Andrews del 1964 che vinse ben 5 Oscar e che ha avuto un suo sequel nel 2018. La versione italiana dello show ha un cast di 32 attori e ballerini selezionati con un’audizione nazionale, una grande orchestra dal vivo diretta da Andrea Calandrini e composta di 13 elementi, straordinarie coreografie, spettacolari cambi scena, costumi sontuosi e incredibili effetti speciali.

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA – Oltre 160 mila spettatori ogni sera hanno applaudito il simbolo della purezza, la “Colomba”, sintesi di gioia e rinascita, in emozionanti standing ovation sulle note finali dello spettacolo. Pubblico commosso e felice. E così ben 150 repliche in giro per l’Italia portano Alessandro Longobardi a proseguire il tour di AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA per il terzo anno consecutivo. Una tra le più amate commedie musicali italiane, di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Jaja Fiastri, protagonisti insuperati di un’epoca leggendaria per il teatro italiano. Le musiche, composte da Armando Trovajoli, hanno incantato intere generazioni. Lo spettacolo va in scena al teatro Brancaccio fino al 6 Gennaio.

PINOCCHIO – La versione cinematografica del “Pinocchio” di Garrone dimostra tutta la reverenza che il regista ha verso il testo di Collodi. Perfettamente equilibrato il dosaggio degli elementi narrativi e magistrale la caratterizzazione dei personaggi, diventati archetipi, verso quell’ingranaggio drammaturgico che vede il percorso di iniziazione alla vita di un burattino che sogna di diventare un bambino in carne e ossa. Gli interpreti sono perfetti: Roberto Benigni trattenuto e straziante (così come lo era stato il grande Nino Manfredi del “Pinocchio” televisivo di Luigi Comencini), Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo perfetti nel ruolo del Gatto e della Volpe, Gigi Proietti credibilissimo come il burbero Mangiafuoco dallo starnuto facile, le due fatine (bambina e adulta) Alida Baldari Calabria e Marine Vacht, la prima compagna di giochi (e marachelle), la seconda mamma e Madonna; il grillo parlante Davide Marotta.

LA DEA FORTUNA – Alessandro e Arturo sono una coppia consolidata, anche se il loro rapporto attraversa una fase di crisi, a causa di una serie di motivi. Nella routine cristallizzata dei due irrompono Annamaria, ex compagna di Alessandro, e i suoi due figli nati da padri diversi, e tutti gli equilibri saltano, perché la donna affida i figli alla coppia di amici, che dovranno fare i conti con una responsabilità genitoriale forse mai nemmeno immaginata. Non delude l’ultimo film di Ozpetek, che presenta varie tematiche di grande attualità: la difficoltà dei rapporti interpersonali e del ruolo genitoriale, l’incapacità di gestire i bambini, che, con la loro semplicità e ingenuità, sanno sempre metterti difronte a quello che sei veramente.

LA BELLE EPOQUE – Victor e Marianne sono sposati e ‘inversi’. Lui vorrebbe ritornare al passato, lei andare avanti. Disegnatore disoccupato che rifiuta il presente e il digitale, Victor è costretto a lasciare il tetto coniugale. A cacciarlo è Marianne, psicanalista dispotica che ha bisogno di stimoli nuovi e li trova in François, il migliore amico di Victor. Vecchio e disilluso, Victor accetta l’invito della Time Traveller, una curiosa agenzia che mette in scena il passato. A dirigerla con scrupolo maniacale è Antoine, che regala ai suoi clienti la possibilità di vivere nell’epoca prediletta grazie a sontuose scenografie e a un gruppo di attori rodati. Tutto è possibile, bere un bicchiere con Hemingway o sparare sull’aristocrazia del XVIII secolo. Victor sceglie di rivivere il suo incontro con Marianne, una sera di maggio del 1974 in un café di Lione (“La belle époque”). Sedotto dal fascino dell’attrice che interpreta la sua consorte a vent’anni, Victor col passato trova il futuro.

Angela Franco