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Molte e interessanti le proposte cinematografiche italiane al momento nelle sale. Da Verdone a Virzì e Ligabue fino a Guadagnino e Miniero

ELLA & JOHN – Il film di Paolo Virzì, tratto dall’omonimo romanzo di Michael Zadoorian, è la storia semplice e straordinaria di due ottantenni che si tuffano sulle strade d’America alla ricerca di un finale non scontato per la propria vita. The Leisure Seeker è il nome del vecchio camper con cui Ella e John (Helen Mirren e Donald Sutherland) andavano in vacanza negli anni ’70 coi figli. Una mattina, stufi di sottoporsi alle consuete cure mediche, decidono di partire per una vacanza, destinazione Key West. John soffre di disturbi della memoria, mentre Ella, ancora lucida, ha qualche acciacco fisico che la costringe ad assumere quotidianamente dei farmaci. Il viaggio, pieno di sorprese, sarà l’occasione per scoprirsi e conoscersi di nuovo.

CHIAMAMI COL TUO NOME – Il film di Luca Guadagnino ha ottenuto tre candidature al Golden Globe 2018 e quattro candidature ai premi Oscar 2018 come miglior film, miglior attore (Chalamet), miglior sceneggiatura non originale, miglior canzone (Mystery of Love). La sceneggiatura è un adattamento cinematografico del romanzo omonimo di André Aciman e racconta la storia d’amore tra un diciassettenne italoamericano di origine ebraica, Elio Perlman, e un ventiquattrenne, Oliver, impegnato nella tesi di post dottorato con il padre di Elio, docente universitario specializzato in cultura greco-romana. Gli incontri tra i due giovani sono permeati da un’intensità unica e palpabile: tra lunghe passeggiate, nuotate e discussioni, nel corso di un’estate che cambierà per sempre le loro vite, nasce tra loro un desiderio travolgente e irrefrenabile.

SONO TORNATO –  Il film di Luca Miniero è una parodia, non troppo inverosimile, della situazione politica attuale, da interpretare come monito pre elettorale. Il regista riprende la trama della commedia tedesca “Lui è tornato”, a sua volta adattamento cinematografico dell’omonimo best seller, sostituendo il Duce al Fuhrer. Uno straordinario Massimo Popolizio in camicia nera si crede il Duce risorto, e invece di essere internato in un ospedale psichiatrico viene scoperto da un aspirante documentarista, Frank Matano, che lo porta in giro nella Roma contemporanea a intervistare i passanti. Le reazioni delle persone non sono di orrore o repulsione, ma spesso di complicità e approvazione: il film è una fotografia dell’elettorato italiano medio e denuncia i rischi di una deriva personalistica del potere e la mancanza di ideologie alla base della dittatura fascista.

MADE IN ITALY – Il film di Ligabue interpretato da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak è deludente: il cantante-regista mette in scena un tema attuale, quello della precarietà – lavorativa, sentimentale, dei rapporti personali – mischiando troppi elementi nel calderone. A vent’anni da Radiofreccia, suo esordio registico, e a sedici dal suo secondo film, “Da zero a dieci”, Ligabue torna a girare un’opera che lui stesso definisce “sentimentale”, perché incentrata sui sentimenti di Riko e della sua compagnia emiliana di amici. Peccato che il film si perda nello stesso tentativo di denunciare i limiti e i problemi della nostra società contemporanea.

I FILM COMICI – Da annoverare, tra le proposte cinematografiche del momento, il binomio Cortellesi-Albanese, che nel film “Come un gatto in tangenziale” di Riccardo Milani fa sorridere e riflettere sui pregiudizi di una classe sociale nei confronti dell’altra. Deludente invece il film di Carlo Verdone, “Benedetta follia”: nonostante sia da apprezzare il tentativo di rinnovamento cinematografico di un attore che resta uno dei pilastri della comicità romana e italiana, il film ripropone vecchi stereotipi comici ormai superati e si perde in un balletto psichedelico molto poco verdoniano.

Angela Franco

Foto: MyMovies