CAmino

Il ciocco di legno da sistemare nel camino, rappresentava un momento rituale nella tradizione contadina romana. Segnava l’inizio di una lunga attesa che avrebbe portato, 12 giorni dopo, agli attesi doni della Befana.

Siamo nella settimana di Dicembre compresa tra Santa Lucia e il Solstizio d’inverno. Nella tradizione contadina il periodo corrisponde a quei giorni in cui, “prima che sia pomeriggio, è già sera”. Un periodo in cui nei casali dell’Agro romano, là dove oggi sorgono i quartieri della periferia capitolina, ci si preparava al Natale.

” Noi camminiamo e camminiamo per tornare a vedere ciò che vedevamo, con gli occhi e col cuore di allora”. (G.Pascoli)

Il Natale tra i casali

Il 21 dicembre, dopo una mattinata fredda la famiglia contadina è già in casa davanti al camino perché sa che oggi il buio arriverà presto. La massaia sta rinfrescando la sua preziosa pasta madre perché la mattina della vigilia di Natale accenderà il forno comune per fare il pane e i dolci per i bambini, un bel ciambellone quest’anno. Ha già messo a mollo un pezzo di baccalà salato per onorare la vigilia. Invece quest’anno per il giorno di Natale a pranzo si mangerà brodo di gallina con un po’ di tagliolini, anatra e coniglio alla cacciatora. Per il maiale quest’anno si è deciso di aspettare Sant’Antonio. Per il pomeriggio si è pensato, con l’arrivo dei vicini, di portare i tavoli nella calda stalla per giocare a carte, chiacchierare e mangiare castagne accompagnate da un buon bicchiere di vino.

La Befana ed il ceppo di legno

Il Capo-Famiglia stà davanti al camino con i bambini. Sono un po’ di sere che gli chiedono quanti giorni manchino all’arrivo della Befana. Aspettando i loro regali. Lui sorseggiando il suo bel bicchiere di vino decide che questa è la sera giusta per rispondere alle loro domande: “La Befana scenderà dal camino per portare i vostri regali a gennaio contando dodici giorni da quando il ceppo di legno di Natale inizierà a bruciare. Domani mattina dovete venire con me lungo le rive del Rio Pedroso, nella Valle dei Templari, perché dobbiamo cercare un grosso tronco trascinato dal fiume per ricavarci un bel ciocco di legno”.

Dodici giorni di attesa

Alla vigilia, a mezzanotte, lo metteremo tutti insieme nel camino e dobbiamo tenerlo acceso, come vuole la tradizione, fino a Santo Stefano. Poi lo accantoniamo in fondo e tutte le sere lo accendiamo un po’. Quando del grosso ceppo  saranno rimasti solo dei trucioli anneriti, saranno passati 12 giorni da Natale e sarà la notte della Befana e dei vostri regali”.

Frutta secca, bambole di pezza e carbone

I Bambini contenti, iniziano a saltare ed urlare dalla contentezza ma la Massaia gli ricorda subito che la mattina della vigilia si devono fare il bagno e si devono tagliare i capelli perché iniziano i dodici giorni di festa. Se non obbediscono, ricorda loro,  la Befana porterà nero carbone, cenere, aglio e cipolla, invece di noci, castagne, mandarini. Fucili di legno e bambole di pezza. Questi erano i regali sognati dai bambini dei casali. Ma per vederli arrivare serviva un bel ciocco da sistemare dentro al camino. Bisognava rispettare la tradizione. A partire da quel simbolico gesto.

Maurizio Romano